Il giocatore rossoblù invita la squadra a dimenticare il passato e concentrarsi solo sui novanta minuti decisivi contro l’Acireale in programma domenica al Razza: «Ripartiamo da quel senso di appartenenza visto domenica scorsa»
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Adesso è arrivata l'ora della verità, quel bivio cruciale che può portare a un rettilineo con un orizzonte più roseo o a crateri difficilmente colmabili. Domenica, allo stadio Luigi Razza, la Vibonese si gioca la partita più importante della sua travagliata stagione: il playout contro l'Acireale. Chi vince rimane in Serie D (girone I), chi perde retrocede in Eccellenza.
Il destino rossoblù passa da casa. Già perché, in virtù della vittoria nell'ultima giornata di campionato, scherzo del destino proprio contro l'Acireale, la squadra di mister Fanello ha scavalcato in classifica i siciliani assicurandosi lo spareggio in casa e con due risultati su tre a disposizione (nell'arco dei 120 minuti in caso di pareggio).
Bivio salvezza
Adesso non conta più nulla, il passato è cancellato e sulla bilancia ci sono solamente questi novanta minuti che hanno il peso di nove lunghi e travagliati mesi. Tante sono state le partenze e gli addii, c'è però anche chi è rimasto per trascinare la causa e, tra questi, rientra senza dubbio Carnevale che si sta adattando a ogni esigenza tecnico-tattica che chiede il mister. In vista della delicata sfida, ecco le sue parole ai microfoni di LaC News24: «Penso che questa sia la partita più importante dell'anno. Arriviamo con delle assenze, viste le squalifiche di Coulibaly e Sasanelli, ma alla fine questa è una partita dove l'assenza non conta. Ciò che conta è andare in campo pensando esclusivamente alla salvezza».
Senso di appartenenza
Negli occhi ancora quei secondi appena successivi al gol di Di Gilio, in extremis, all'urlo liberatorio di tutta la squadra e alle lacrime del commissario ad interim rossoblù, Rino Putrino, dopo un secondo tempo giocato peraltro con un uomo in meno: «Bisogna partire proprio da lì - continua Carnevale - i numeri non contano e così come non contano i giocatori. Serve solo buttare il cuore oltre l'ostacolo. Nel secondo tempo abbiamo offerto una prova d'orgoglio dove ognuno ha dato il suo meglio, ma anche la prima frazione è stata buona. Nella ripresa è come se ci fosse scattata qualcosa, una sorta di senso di appartenenza. Al gol del capitano Di Gilio no c'è stato un singolo membro della panchina che non sia andato verso la curva, ciò dimostra il gruppo che siamo. Ora mettiamo quel senso di appartenenza davanti a tutto e giochiamocela».
Supporto del pubblico
Ora più che mai, inoltre serve il sostegno di tutto il pubblico, sia tifosi che cittadini, perché in gioco non c'è solamente la salvezza della categoria ma un patrimonio calcistico da preservare: «Il pubblico è una cosa fondamentale - l'appello di Carnevale - e per questo spero che vengano in molti a darci una mano e prenderci questa salvezza tutti insieme. Dopo una stagione così travagliata penso che la meritiamo».

