Da questa mattina si è aperto un nuovo capitolo per la Vibonese. Dopo l'incontro avvenuto al Comune tra il sindaco Enzo Romeo e il presidente rossoblù Fernando Cammarata, accompagnato dal ds Costa, questi ultimi hanno comunicato le proprie dimissioni dall'incarico e consegnando di fatti la squadra nelle mani dell'Amministrazione comunale.
Sono ore calde, con il primo cittadino che è costante contatto con lo storico patron Pippo Caffo per capire gli sviluppi e soprattutto se questa nuova cordata di imprenditori del territorio voglia effettivamente farsi avanti.

Il pensiero dei tifosi

Insomma, sono giorni bollenti nonostante le temperature glaciali e tutto è in itinere. Nel frattempo c'è una squadra che sta colando a picco, con una sola vittoria nelle ultime dodici giornate del campionato di Serie D (girone I) e che non vince da ben otto turni. Un trend che sta gettando nell'oblio play out i rossoblù, ma che può ancora essere evitato.
Una situazione delicata e che tocca in maniera diretta anche la tifoseria, che collima perfettamente con la città. A tal proposito, la parte di tifoseria più attiva nelle faccende di casa Luigi Razza ha voluto esternare il proprio pensiero sul declino iniziato qualche mese fa: «Sicuramente si è chiuso un capitolo nel quale tutti avevamo creduto, ma da novembre la situazione è iniziata a peggiorare senza cenni di miglioramenti, basti pensare che dal quarto posto siamo scivolati nella zona medio bassa della classifica».

Il legame con Esposito

Quando i risultati non arrivano, nel calcio paga sempre l'allenatore poiché è il capro espiatorio più esposto, ma in questo caso la tifoseria non ha mai avuto dubbi sul scegliere da che parte stare: «La squadra iniziale non meritava questa classifica - afferma il gruppo di fede rossoblù - come non meritava quel trattamento mister Esposito, poiché in questi mesi ha dimostrato di essere un grande uomo e con attaccamento alla maglia, difendendo peraltro sempre i suoi giocatori. Con la vecchia dirigenza si è chiuso un capitolo anche in virtù del duro intervento del sindaco Romeo che, giustamente, ha voluto difendere l'onore di un'intera cittadina e si è preso carico della squadra, iniziando delle trattative con la nuova cordata».
Rimanendo su Esposito, un legame nato subito e spontaneamente: «Quando è stato presentato Esposito, molti di noi lo conoscevamo e sapevamo la sua filosofia e le sue idee. Poi è normale che se si tolgono dallo scacchiere pedine come Lagzir, anche se è stata una meteora, e soprattutto Musy senza rimpiazzarli adeguatamente non si può pretendere la luna. In questo senso mister Esposito si è trovato disarmato, è il caso di dirlo, poiché non aveva un organico adeguato e competitivo».

Un ritorno di Esposito?

Inutile dire che la piazza urla a gran voce un ipotetico ritorno del tecnico: «Lui conosce già i giocatori e anche la città, di conseguenza è la figura più adatta a questa missione che adesso è diventata la salvezza. A ciò però vanno aggiunti almeno un altro paio di rinforzi, perché il carisma di Musy non lo si può sostituire con i giovani, che sono certamente validi e bravi, ma non possono dare le garanzie che dava lui».

Il rapporto tifosi-società

Tra i punti focali, poi, tiene banco l'ormai deteriorato rapporto tra la tifoseria e la società: «Diciamo che c'è una situazione particolare, ma adesso non bisogna più parlare bensì agire e anche noi come tifosi dobbiamo mettere da parte l'orgoglio e cercare di salvare tutti insieme faccia e stagione. Ricordiamo che tra due anni la Vibonese compirà cento anni e non può certo festeggiare il suo secolo in Eccellenza. Dobbiamo far sentire la nostra vicinanza già a partire da domenica contro il Sambiase».

Più vibonesità

Da tempo, inoltre, si urla alla vibonesità che al momento manca all'interno del Luigi Razza. Anche qui il gruppo di tifosi è d'accordo: «Anche noi più volte abbiamo parlato in questo senso e, a tal proposito, abbiamo lanciato il progetto "Vibonese 2026", un azionariato popolare che di certo non può sostituire quei tre o quattro imprenditori facoltosi, ma è comunque un aiuto e una dimostrazione in più verso questo club. Questo però lo deve capire la città di Vibo, perché non bisogna solo lamentarsi ma anche saper fare».