VIDEO | L’imprenditore che ha pagato il prezzo più alto. Dall’assassinio del figlio all’infamia di una condanna «ingiusta»: essere considerato colluso dei mafiosi che ha denunciato e gli hanno distrutto la vita
Il collaboratore Formosa racconta il viaggio da Brescia a Polistena, poi il piano fallito in un residence vicino al confine con la Basilicata e l'azione di fuoco non andata a buon fine nel piazzale de "I Portali" di Corigliano Rossano. Il movente? L'imprenditore aveva testimoniato contro i sodalizi mafiosi reggini (ASCOLTA L'AUDIO)
Il fatto di sangue avvenne ai Portali, il noto centro commerciale situato lungo la strada statale 106 Jonica. La vittima è il padre di Francesco, il 18enne ucciso nel 2009 a Taurianova
Il provvedimento ha riguardato sette fabbricati intestati al professionista e ai suoi familiari, tutti ubicati nella cittadina ionica (ASCOLTA L'AUDIO)
VIDEO | Il blitz della Polizia di Stato. Le persone arrestate sono indiziate, a vario titolo, di associazione mafiosa, favoreggiamento personale e procurata inosservanza di pena (ASCOLTA L'AUDIO)
La figlia del giudice afferma di aver finito parole, pazienza e speranza, stigmatizzando la scarsa celerità della magistratura nella ricerca della verità. Tutti i dubbi su una scelta che spacca ulteriormente il fronte dell’antimafia
Il 9 agosto 1991 il giudice venne ucciso a Piale di Villa San Giovanni. Doveva sostenere l’accusa nel maxiprocesso a Cosa Nostra. Tentarono di avvicinarlo, ma fu incorruttibile. Fu un passaggio cruciale nell’alleanza tra le mafie
Sigilli a sei fabbricati, un terreno e una ditta. Il destinatario, condannato per associazione mafiosa e traffico di droga, avrebbe ricoperto un ruolo apicale all'interno del clan
'U Galatrisi ucciso a Nicotera nell’anniversario dell’omicidio Cedro a Gioia Tauro, pochi mesi prima la scomparsa di Salvatore Drommi, nel 2011 l’eliminazione di due dei più potenti broker della ‘ndrangheta, Vincenzo Barbieri e Mimmo Campisi: agguati e moventi nel racconto del pentito
Nelle motivazioni della sentenza di primo grado del processo Gotha, i magistrati riportano un'intercettazione in cui Paolo Romeo fa riferimento al sostegno elettorale che l'ex governatore calabrese avrebbe ottenuto dalla cosca reggina
Salvatore Morfò è finito ai domiciliari poiché avrebbe minacciato il professionista dopo la decadenza della concessione demaniale del lido balneare di famiglia
La consigliera regionale del Pd esprime soddisfazione: «Si tratta di una proposta aperta suscettibile di miglioramenti che andrà contestualizzata meglio nella realtà attuale»
Considerato uno dei principali broker a livello internazionale e ricercato da quattro Procure tra cui quella di Reggio Calabria, era finito in manette a giugno dopo una latitanza durata diversi mesi
Il presidente ha incontrato l'imprenditore a Gioia Tauro: «Una persona che ammiro e che stimo, per il grande coraggio dimostrato negli anni e per la determinazione con la quale si è opposto alle angherie e alle minacce della ‘ndrangheta»
Condannato in primo grado a 25 anni, nelle motivazioni della sentenza l'avvocato e politico reggino viene descritto come «intraneo» alla consorteria mafiosa. Nelle carte si legge anche che gli appalti del Comune dello Stretto «avvenivano secondo criteri spartitori» definiti da lui e dagli esponenti del clan
Nelle motivazioni della sentenza che ha portato a 15 condanne e 15 assoluzioni, il Tribunale traccia il profilo della struttura segreta che negli ultimi 30 anni ha lavorato in riva allo Stretto per rendere «il fenomeno criminale più insidioso, subdolo e di difficile accertamento»
Il magistrato in audizione antimafia ha parlato di strutture «stabili e consolidate» e inoltre di «preoccupanti situazioni di saldatura tra la criminalità organizzata e alcuni settori dell'economia, anche con il coinvolgimento di imprenditori e professionisti»
Disposto il sequestro di tre ditte operanti nel settore turistico e confermato quello del noto villaggio turistico Sayonara, beni già oggetto di precedente misura cautelare patrimoniale
I provvedimenti eseguiti anche in altre zone della Calabria e in Lombardia, Sicilia, Campania e Abruzzo. In base alle indagini, il gruppo criminale aveva acquisito il controllo di diverse attività commerciali, soprattutto nel settore turistico-alberghiero (ASCOLTA L'AUDIO)
Le intercettazioni dei carabinieri sul presunto patto tra i Mancuso ed i Bonavota che lo avevano «a portata di mano». Il summit di Sant’Onofrio per adottare «nuove strategie criminali comuni», mentre in Piemonte venivano assoldati i sicari stranieri (ASCOLTA L'AUDIO)
Deve scontare una condanna a 15 anni per traffico di droga e possesso di armi: aveva chiesto di essere detenuto in un penitenziario di Stato, invece dovrà restare in una prigione federale
Rodolfo Scali rimasto coinvolto nell'inchiesta scattata questa mattina che ha portato all'arresto di 12 persone si lamenta con un suo sodale dei carabinieri che intralciano i suoi piani criminali