Il Parlamento non riesce a trovare un accordo sul successore. A creare il caos le divisioni Pd: vengono bruciate le candidature di Marini e Prodi. Bersani e la segreteria dem si dimettono e il centrodestra chiede di restare al Capo dello Stato, che il 20 aprile 2013 viene rieletto con 738 voti al sesto scrutinio