Fonti interne ai partiti confermano che Nicola Zingaretti non farà parte di un nuovo governo. I dem invocano discontinuità a partire dalla scelta delle persone che andranno a comporre in prossimo esecutivo mentre i pentastellati puntano al ritorno del premier uscente
Pur restando il primo partito nelle intenzioni di voto, il Carroccio lascia sul campo ben 5 punti percentuali. Il M5s recupera e il Pd conferma il trend positivo. Nel centrodestra bene Fdi
Il dialogo per il nuovo governo continua tra alti e bassi: lo scoglio maggiore è la richiesta di Di Maio di un Conte bis che invece Zingaretti non vuole. Intanto la fronda leghista nel Movimento spinge per tornare con Salvini
Il senatore Pd si dice disinteressato a fare il sottosegretario: «Mi bastano gli impegni da sindaco di Diamante e da componente Copasir». E auspica che l'alleanza con il Movimento si faccia anche per le Regionali per far fuori Oliverio
In un audio l'accusa dell'ex segretario dei democrat: «È lui che ha raccontato ai giornali le tre condizioni a cui Zingaretti non aveva fatto cenno da Mattarella». Poi evoca la scissione: «Se il governo non si fa non è detto che il Pd arrrivi alle elezioni tutto intero»
Le consultazioni al Quirinale si sono risolte in una giornata di ordinaria italianità all’insegna del “Nì”. I partiti della Terza Repubblica hanno dimostrato ancora una volta che la situazione è grave ma non è seria
L’ultimo a salire al Colle è stato il leader dei Cinquestelle che conferma di aver avviato interlocuzioni per avere una maggioranza solida. A Mattarella ha elencato 10 priorità per il Paese
Passa all'unanimità il documento letto alla direzione da Paolo Gentiloni con cinque punti programmatici. Favorevoli anche i rappresentanti calabresi, anche se si è fatta notare l'assenza del governatore Mario Oliverio sempre più fuori dalla vita e dal futuro del partito
Nella mattinata riunione dei capigruppo alla Camera dei deputati con all'ordine del giorno le comunicazioni del presidente Fico. I colloqui al Quirinale inizieranno alle 16
Fagocitato dalle procedure parlamentari e imbrigliato dalle regole costituzionali il leader della Lega ha imparato a sue spese che il Parlamento non è il Papeete
Più che un “processo” al presidente del Consiglio, la sfiducia al premier Conte promossa dalla Lega si sta rivelando un vero e proprio boomerang per l'inquilino uscente del Viminale. Contro di lui si è scagliato anche il presidente della Commissione parlamentare antimafia
Dopo l'apertura di Renzi alla possibile alleanza con i grillini, tra i primi a esultare è il senatore Ernesto Magorno tra i principali oppositori del presidente della giunta regionale
DIRETTA VIDEO | L’ex premier si dice pronto a non ostacolare soluzioni di salvaguardia per il Paese. E al leader della Lega dice: «Questo è il Parlamento non il Papeete»
DIRETTA VIDEO | Il leader della Lega replica all’intervento del presidente del Consiglio dimissionario Giuseppe Conte e punta il dito contro l’ipotetica alleanza dei Cinquestelle con il Pd
DIRETTA VIDEO – Elisabetta Casellati ha invitato il leader della Lega a lasciare gli scranni del governo per andare ad occupare i banchi del suo partito prima di incominciare a parlare
DIRETTA VIDEO – Il presidente del Consiglio sprapazza Salvini e conclude il suo intervento al Senato dichiarando chiusa l'esperienza di governo con la Lega
Come avrebbe detto il divin Giulio, la rimessa in gioco tocca all’arbitro. Nel nostro sistema istituzionale è il presidente della Repubblica. E sul Colle più alto non risiede un’interventista come Giorgio Napolitano, nè un picconatore come Francesco Cossiga, nè un movimentista come Sandro Pertini. C’è Sergio Mattarella, un morigerato notaio democristiano, uomo politico che si è formato nella gestione delle crisi della prima Repubblica
E ripropone il taglio di deputati e senatori con l’applicazione della riforma dalla prossima legislatura, intenzionato a voler andare alle urne subito: «No a governi strani, prima si vota, meglio è»
Attacco diretto contro il ministro dell’Interno e la Lega: «Non si può lasciare il paese in mano a gente del genere». Pronta la replica: «Mi chiamano tamarro. Non vedo una grande contestazione politica»
Il partito di Salvini non arretra e e chiede il voto in aula contro il premier: «L’Italia ha bisogno di tornare a crescere e quindi di andare alle urne in fretta»