I dem commentano i dati che ci vedono agli ultimi posti per l’occupazione femminile e parlano di «una debolezza strutturale che la destra al governo della Regione e del Paese non sta affrontando come dovrebbe»
Lavoro precario, retribuzione inadeguate (la peggiore è in provincia di Vibo Valentia) e carenza di servizi: nella nostra regione le donne affrontano il divario più pesante del Paese. Un report evidenzia anche il peso della cura familiare e il crollo delle opportunità
Se le madri lavoratrici al Nord superano il 73%, al Sud si fermano al di sotto del 46%. La nostra regione fa timidi passi avanti ma resta nelle retrovie in mancanza di politiche che aiutino davvero a conciliare famiglia e carriera
Nella classifica di Save the Children passiamo dalla 18esima posizione alla 16esima. Nel Mezzogiorno il quadro resta su livelli inferiori alla media nazionale: meno di una madre su due con figli piccoli ha un’occupazione
Logiacco: «Spesso le condizioni sono drammaticamente precarie: contratti temporanei, part-time involontario e salari inferiori rispetto agli uomini». A pesare anche l’assenza di servizi a sostegno della genitorialità
Le storie delle lavoratrici calabresi raccontate nel corso della prima assemblea “Belle Ciao” promossa dal sindacato a Lamezia: «Non può esserci sviluppo se non si migliorano le condizioni di lavoro delle donne»
A sei mesi dall’annuncio, la misura per le madri con almeno tre figli è ancora bloccata. La Cgil denuncia ritardi, esclusioni gravi e un’impostazione che penalizza le più fragili, dalle lavoratrici domestiche alle autonome