Il sostegno elettorale, il patto per le assunzioni, i finanziamenti per i diapiri salini e le tasse evase da amministratori e picciotti: così l’inchiesta Nemesis ha svelato il presunto patto tra politica e cosca
Già il tribunale del Riesame aveva annullato la misura cautelare nei confronti dell’ex primo cittadino relativamente all'accusa di concorso esterno in associazione mafiosa. L’operazione contro la ‘ndrina del comune del Crotonese risale al 4 ottobre dello scorso anno
L’ira del capo cosca sulla «cattiva abitudine» dei privati di contendere i lotti in vendita: «… se cominciano a prendere questa piega!». Nell'inchiesta Nemesis la vista a Mico Megna e i dispetti del parente dei Tallarico alla proprietaria del fondo agricolo
Nell’inchiesta Nemesis il riavvicinamento tra il futuro primo cittadino Seminario e il cognato del capocosca Tallarico viene ufficializzato sul palco della campagna elettorale. Per la Dda di Catanzaro è il segno di cui la ’ndrina ha bisogno per schierarsi con la lista Ripartiamo
Indagato anche un dipendente di Congesi che avrebbe consigliato alla famiglia Tallarico come eludere i controlli delle forze dell'ordine. Nelle intercettazioni la minaccia di ritorsioni sul primo cittadino: «Digli che se ha preso tutti questi voti è stato esclusivamente per me»
Le accuse della Dda ai politici per le amministrative del 2021: il ruolo del primo cittadino e il coinvolgimento di De Giacomo (assessore), Melfi (vice sindaco) e Poerio (consigliere). Gli aiutini alla famiglia Tallarico su concessioni nell’area Pip, assunzioni e alloggi Aterp
VIDEO | Il procuratore facente funzioni di Catanzaro evidenzia il patto tra clan e amministratori comunali: «Voti in cambio di benefici per le attività imprenditoriali riconducibili alla famiglia. Rapporti con soggetti istituzionali per sfuggire alle indagini»
È finito in manette nell'operazione Nemesis con l'accusa di scambio elettorale politico-mafioso. Secondo gli investigatori, avrebbe «reperito un cospicuo bacino di voti tramite il clan locale e i suoi affiliati». Ai domiciliari un assessore, indagato un altro membro della giunta
Dieci complessivamente le misure cautelari: otto in carcere e due ai domiciliari. Francesco Seminario era già stato primo cittadino tra il 1999 e il 2009. Tra le accuse contestate associazione per delinquere e scambio elettorale politico-mafioso