Docente di Scienza politica, il suo giudizio è netto: «Uno schema che non regge da nessun punto di vista. Confido che i cittadini reagiscano a questo furto di democrazia»
Il testo approvato alla Camera alterera gli equilibri della democrazia parlamentare, rafforzando il Governo attraverso premio di maggioranza e indicazione obbligatoria del premier. Un escamotage per aggirare il percorso della revisione costituzionale
In oltre trent'anni di trasformazioni istituzionali, dal 1994 a oggi, il bipolarismo non ha fatto il salto di qualità. Le coalizioni sono prive di una comune visione politica: sono soltanto un insieme di numeri
Il deputato calabrese soddisfatto dopo l’ok alla Camera: «Una norma che porta a compimento l’eredità politica di Silvio Berlusconi. E finalmente aiuteremo i fuorisede a votare»
La partita ora si sposta al Senato, ma dopo la bocciatura dell’emendamento sulle preferenze la compagine governativa comincia a mostrare crepe profonde. Meloni avrebbe già avvertito Salvini e Tajani: niente imboscate
Il voto finale, a scrutinio segreto, è stato preceduto da momenti di forte tensione in Aula, con proteste delle opposizioni durante gli interventi e l'esposizione di cartelli contro la maggioranza
Bocciato a scrutinio segreto l’emendamento di Fratelli d’Italia sulle preferenze, sostenuto dal governo: 188 contrari e 187 favorevoli. Le opposizioni chiedono le dimissioni di Giorgia Meloni e il ritorno alle urne. La sconfitta non provoca automaticamente la caduta dell’esecutivo, ma apre uno scontro politico dagli esiti imprevedibili
Il deputato di Forza Italia intervenuto nel corso del dibattito alla Camera: «Le opposizioni hanno sollevato obiezioni politiche, non profili di manifesta incostituzionalità. Il Parlamento eserciti fino in fondo la propria funzione legislativa»
Lega e Forza Italia restano contrari al ritorno delle preferenze, mentre Vannacci prova ad infilarsi nelle contraddizioni del centrodestra e chiede alla premier il voto palese in aula. Divise anche le opposizioni che al momento del voto abbandoneranno l'aula per lasciare il cerino in mano alle forze di governo palesemente divise
La riforma elettorale torna al centro del dibattito e riapre una questione decisiva: il rapporto tra cittadini, Parlamento e Costituzione. Una riflessione sulle trasformazioni della democrazia italiana
La Commissione Affari Istituzionali ha licenziato la prima bozza che ora è attesa al dibattito alla Camera, ma le posizioni fra FdI da una parte e Lega e Forza Italia dall’altra restano distanti. Eppure servono nuove regole per garantire stabilità a un Paese che nei sondaggi sembra esattamente diviso a metà
INTERVISTA | Insieme ad esponenti di Rifondazione Comunista e Sinistra Italiana, l'avvocato Barberio pronta a ricorrere alla magistratura se non sarà abbassata la soglia di sbarramento: «Quella attuale dell'8% è incostituzionale»
In prima commissione consiliare la discussione sulla norma che dovrebbe introdurre la doppia preferenza di genere. Una riforma che però rischia di restare solo sulla carta
La consigliera comunale di San Luca, nota per le sue battaglie a favore delle pari opportunità, rimprovera al presidente della competente commissione di aver rallentato l’esame del testo
La Conferenza dei capigruppo, lo scorso 19 marzo, aveva dato mandato a Romeo, Scalzo, Tallini e Nucera di lavorare a una bozza di riforma. La commissione ristretta non si è mai incontrata, neanche per discutere della doppia preferenza di genere
L’esponente democrat denuncia il tentativo di un nuovo accordo trasversale che aprirebbe la strada a una riforma della normativa in chiusura della Legislatura
Puerili le giustificazione per il rinvio di una legge che i partiti, in maniera trasversale, non vogliono. Sullo sfondo le grandi manovre per mettere mano alla legge elettorale regionale che deve recepire le indicazioni date dalla Corte Costituzionale in ordine all'ingresso in Aula del miglior candidato perdente dopo il caso Ferro. Ma c'è chi pensa di poter allargare il campo di azione pur di non mollare la poltrona
Il PD calabrese, secondo una simulazione IPSOS commissionata dal Corriere della Sera, rischierebbe di essere completamente azzerato nei collegi uninominali in una condizione di corsa in solitaria. Tuttavia, in Calabria, sempre secondo la stessa simulazione, in alleanza con AP, il centro sinistra, potrebbe conquistare 4 seggi su 7 alla Camera. Mentre Forza Italia verrebbe accreditata di uno
Con questa legge, almeno nella nostra regione, il PD rischia di essere sconfitto in tutti i collegi uninominali. La delegazione parlamentare uscente rischia di essere azzerata. I selfie con Renzi, la corsa ad occupare i vagoni del treno “destinazione Italia”, potrebbero diventare solo un vago ricordo, anzi, potrebbe trasformarsi in un incubo in grado di turbare i sonni di molti di loro
È quanto sostenuto dal consigliere regionale: «Si è posto mano immediatamente all’errore in cui si stava per incorrere e che disarticolava l’omogeneità territoriale dell’area ionica»