Il prossimo 5 febbraio in Corte d’assise d’appello sarà sentito un ufficiale dei Ros che deporrà sulle frasi del boss “Facciazza” captate nell’ambito dell’inchiesta Res Tauro
Dopo trent’anni l’inchiesta sui mandanti esterni resta aperta. Il gip ordina nuove indagini, i pm parlano di atto “abnorme”. Il documento inedito sul fondatore di Avanguardia nazionale rilanciato da Report torna al centro del caso: «Il terrorista nero era a Capaci». Il precedente del 1969 al summit di Montalto che cambiò per sempre le cosche
Dopo lo stop della Suprema Corte, si riprende oggi in aula a Reggio Calabria. Il procedimento, che ha scoperchiato gli intrecci tra mafia e Stato, torna al centro del dibattito giudiziario e civile come uno dei più emblematici della storia criminale italiana
Per la Cassazione è ancora da provare il coinvolgimento dei due boss come mandanti dell’agguato ai carabinieri Antonino Fava e Vincenzo Garofalo. Da rivalutare l’impianto accusatorio della Dda di Reggio Calabria
Confermato il patto tra clan calabresi e siciliani nei primi anni 90. Gli ermellini però contestano la ricostruzione del disegno complessivo: «Vaghe ipotesi sugli ultimi 50-60 anni di storia d’Italia non possono passare per verità processuale». Un giudizio che farà discutere
Così i giudici motivano l’annullamento con rinvio degli ergastoli ai presunti mandanti dell’attentato in cui nel 1994 morirono i due carabinieri. Regge invece la tesi di una strategia congiunta tra mafia calabrese e Cosa Nostra
I legali Salvatore Staiano e Guido Contestabile commentano la sentenza della Corte di Cassazione che ha annullato gli ergastoli per il loro cliente e per il boss di Brancaccio Giuseppe Graviano
Sarà necessario un nuovo processo d’Appello per i reati ipotizzati nei confronti dei militari. Diventa definitiva la condanna di Filippone per associazione mafiosa
Oggi in Cassazione il verdetto sul processo ‘Ndrangheta stragista che potrebbe mettere un punto fermo e definitivo sulla stagione stragista in Calabria e Sicilia e sulle commistioni con la politica, la massoneria e i servizi segreti deviati. La ricostruzione del versante calabrese tra inchieste e sentenze
Il boss di Cosa nostra e l'esponete del clan Piromalli sono accusati del duplice omicidio dei carabinieri Antonino Fava e Vincenzo Garofalo vittime di un agguato il 18 gennaio del 1994
Nella sentenza del processo d’appello sul patto tra calabresi e siciliani per attaccare lo Stato, i giudici evidenziano le parole di Pino Scriva sulle presunte protezioni di cui avrebbe goduto Rocco Filippone: «Poteva dormire sonni tranquilli»
Nelle motivazioni le nuove testimonianze raccolte nel processo d’appello. Il pentito racconta i rapporti tra i Piromalli e i Mancuso: «Il boss di Limbadi in una loggia deviata di Crotone e Cosenza». L’attenzione delle cosche per la nascita di Forza Italia
Nel processo d’appello per l’omicidio dei carabinieri Fava e Garofalo, i giudici ricostruiscono l’attività della sigla usata da clan calabresi e siciliani per gli attentati. Già in una nota del Sisde del 1992 si parlava di «disegni oscuri» per destabilizzare la Repubblica
Nelle motivazioni della sentenza d’appello le testimonianze sul patto tra mafia, politica e logge deviate. I contatti con la destra eversiva e la passione per le leghe meridionali: «Gli incontri a Lamezia perché la Calabria è la culla del potere massonico»
«Decenni» di rapporti e «scambi di favori» tra le due organizzazioni criminali. L’omicidio del giudice Scopelliti snodo centrale nelle relazioni tra organizzazioni criminali. I rapporti tra Riina e i Piromalli e le confidenze in carcere: «Ne ammazzano così tanti di giudici che lo levano ’sto 41bis». Le motivazioni della sentenza d’appello
Il provvedimento approvato alla Camera dei deputati vieta di pubblicare gli atti degli arresti. Ruotolo: «Questa è censura». I giornalisti lombardi: «Si agevola il ricorso a fonti inattendibili»
L’ex braccio destro di Berlusconi è al centro di un’inchiesta che ipotizza l’attuazione a suo tempo di una strategia criminale per favorire la nascita e l’affermazione di Forza Italia. Stesse tesi che hanno preso forma nel processo di Reggio sulla ‘ndrangheta stragista (ASCOLTA L'AUDIO)
Bartolomeo Musicò quegli anni terribili di attacco allo Stato li ha vissuti in prima linea, anzi sulla linea di fuoco. E dal fuoco della criminalità organizzata calabrese è stato ferito, quasi ucciso: «Penso che il processo non sia finito qui, ci saranno sviluppi»
Una sigla che marchia lo stragismo italiano all'alba della Seconda Repubblica. Gli attentati in Calabria, il patto scellerato tra Cosa nostra e 'Ndrangheta, l'ombra sinistra dei servizi segreti deviati e di Gladio. Dal racconto dei pentiti alle indagini su fatti di sangue apparentemente scollegati divenuti poi tasselli di un tragico mosaico
A margine della sentenza il procuratore guarda al futuro: «Vedremo cosa manca ancora e quale lavoro di completamento rimane da fare per arrivare a una ricostruzione che faccia luce davvero su accadimenti storici di grande rilievo»
Il procuratore Lombardo ha chiesto la conferma del carcere a vita per i due imputati accusati di essere i mandanti del duplice omicidio dei carabinieri Antonino Fava e Vincenzo Garofalo avvenuto nel 1994 nei pressi di Scilla