Lo scambio di armi coi Giampà, i contrasti con il clan Iannazzo, i lavori sull'A3 e gli incontri a Serra San Bruno con i lametini “mediati” dal clan Bonavota
Inviati gli avvisi di conclusione delle indagini preliminari. Nell'elenco il gotha del crimine: Paolo Romeo, Giorgio De Stefano, Antonio Caridi, Alberto Sarra e Francesco Chirico. Compaiono anche il presidente della Provincia di Reggio, Giuseppe Raffa e il parroco del Santuario di Polsi, don Pino Strangio
Il provvedimento disposto dal prefetto di Reggio, Michele di Bari al fine di verificare l’eventuale sussistenza di forme di infiltrazione o condizionamento di tipo mafioso
E’ il bilancio riferito a seguito dell'ultima operazione condotta dalla Dia reggina che ha portato alla confisca di beni a due presunti esponenti della criminalità organizzata calabrese per 15 milioni
Sul rapimento e l’uccisione dello statista Dc, Aldo Moro, indaga anche la Procura di Reggio Calabria. È quanto si apprende dagli atti della commissione parlamentare d’inchiesta che sta approfondendo una delle vicende più oscure del secolo scorso. Ora, i legami con la ‘ndrangheta sembrano farsi sempre più concreti
Landonio, 61enne pregiudicato, è stato individuato proprio mentre si apprestava a vendere un altro quadro di valore ad un acquirente partito dall'Italia
Gratteri, nel corso della presentazione del suo ultimo libro “Padrini e Padroni” alla presenza del Procuratore Capo di Enna Massimo Palmeri e del massmediologo Klaus Davi: «La ‘ndrangheta era già potente allora. Sono stati i politici, i magistrati, le forze dell’ordine a non capirlo»
Il gip di Vibo, Gabriella Lupoli, non ha convalidato il provvedimento nei confronti dell'uomo che si era consegnato domenica scorsa al Comando provinciale di Sant’Onofrio
Per la Dda il delitto venne deciso e programmato dai vertici della ‘ndrangheta lametina, all’epoca composta da una sola cosca che riuniva le famiglie Giampà, Cerra e Torcasio
Per il gip di Roma sarebbero insufficienti gli elementi di gravità indiziaria posti a carico di uno dei principali indagati dell’inchiesta. Restano in carcere invece gli altri indagati che, sentiti dal gip Lupoli, hanno respinto le accuse a loro carico
Il video ritrae per la prima volta il rito della firma dei sorvegliati speciali della mafia calabrese presso la caserma di Archi. Tra i personaggi più noti che il massmediologo ha tentato di interpellare ci sono Orazio e Paolo Rosario De Stefano, Davide Polimeni, fratello di Domenico, considerato membro di spicco del clan Tegano
Blitz dei carabinieri tra Vibo e Roma. Individuati i responsabili di due omicidi avvenuti nel 2004 e dei danneggiamenti subiti dall'azienda “Callipo Conserve Alimentari” e dal complesso residenziale “Popilia Country Resort”
Ad emettere il provvedimento il Questore della Provincia di Reggio Calabria. Considerato esponente di spicco della cosca Barbaro di Platì, il 79enne è deceduto lo scorso 11 dicembre
Il 75enne è deceduto ieri sera nell’ospedale “Pugliese” di Catanzaro dove era ricoverato per problemi cardiaci. A disporre le prescrizioni per i funerali é stato il questore di Vibo Valentia
Il provvedimento emesso dal Prefetto di Reggio Calabria Michele di Bari dopo l’operazione che nei giorni scorsi ha portato all’arresto del titolare della società, Rosario Azzarà
Destinatari del provvedimento emesso dal Prefetto di Reggio Calabria il sindaco di Bova Marina,Vincenzo Rosario Crupi, il consigliere comunale, assessore e vicesindaco di Brancaleone,Giuseppe Benavoli e il consigliere comunale e assessore dello stesso comune, Alfredo Zappia
L’imprenditore è sicuro che senza la cosca di ‘ndrangheta, Melito sarebbe stata “fagocitata” dai roghudesi. E il pentito Aiello accusa: «Vincenzo Iamonte era seduto al posto di Azzarà. Mi disse che l’Ased era cosa loro».
Dall’ordinanza emerge la volontà dell’imprenditore di costituire una sezione rifiuti all’interno dell’associazione degli industriali di Reggio e Vibo. Sullo sfondo, l’idea di creare una società che si occupi del trattamento dei fanghi nell’area jonica
In merito all’inchiesta Ecosistema: «Consegnare il “business” dei rifiuti nelle mani dei clan significa destinare il nostro territorio al collasso e condannare anche i cittadini al rischio di essere esposti a sostanze nocive»
Il procuratore di Reggio nel corso della conferenza stampa: «Al centro dell’indagine l’imprenditore Rosario Azzarà pronto a soddisfare la 'ndrangheta e gli amministratori dei comuni del basso Ionio reggino»
Al titolare dell'impresa di raccolta dei rifiuti Ased contestato il reato di concorso esterno in associazione mafiosa. I rapporti con le cosche avrebbero reso possibile negli anni il consolidamento della sua azienda in posizione leaderistica
Le indagini coinvolgono i clan facenti capo alle famiglie Iamonte e Paviglianiti. Le cosche avrebbero condizionato il regolare svolgimento di gare d’appalto nonché influenzato le elezioni comunali del 2014 di San Lorenzo