Dal presidio un appello a sindaci, rappresentanti regionali e parlamentari contro il caro vita e l’aumento dei costi. «Servono risposte concrete, altrimenti porteremo la protesta fino a Roma»
Fedralog fissa al 20 ottobre il termine per ottenere risposte e minaccia una protesta nella Capitale. Confagricoltura segnala difficoltà nelle consegne dei prodotti freschi, mentre la Filcams chiede alla Regione un tavolo di crisi
Il ministro dell’Agricoltura: «Impedire la distribuzione dei prodotti è un reato». Ma su Facebook molti utenti difendono gli autotrasportatori, puntano il dito contro il caro carburante e accusano l’esecutivo di non aver dato risposte alla protesta
Tridico, Baldino, Orrico, Tucci, Scutellà e Barbuto: «La mobilitazione va avanti dal 28 settembre, non può continuare a cadere nel vuoto». Stilettata a Occhiuto: «In Sardegna Todde ha stanziato il quadruplo»
Il fermo regionale di Fedralog Calabria vede i propri presìdi anche nel Reggino: «Carovita aziendale ormai è alle stelle, i costi si sono moltiplicati e il fuel surcharge non ci aiuta». Presente anche Astra Trasporti allo svincolo autostradale
Il presidio lungo la strada statale 280 a pochi passi dalla rotonda che conduce all’aeroporto: «Sarà una manifestazione pacifica, speriamo che possa arrivare qualche rappresentante istituzionale per un dialogo costruttivo»
Il presidio allestito già da questa notte. Presente anche Domenico Notaro, presidente di Fedralog: «Sono fiducioso, vedo che qualcosa si sta muovendo». Attese nuove adesioni alla mobilitazione
Le manifestazioni delle ultime settimane non riescono a trovare spazio nel dibattito pubblico nazionale, nonostante gli stimoli di Pd e M5s. E anche quando il ministro Giorgetti presenta lo scostamento di bilancio da 29 miliardi alla Camera ci sono una manciata di deputati. Ma di cosa si occupa la politica?
VIDEO | Distributori presi d’assalto e scorte che si assottigliano in vista dello sciopero degli autotrasportatori annunciato per domani. Le telecamere di LaC riprendono in diretta un nuovo aumento dei prezzi. Tra rabbia, preoccupazione e necessità di lavorare, cresce il timore di restare a secco
La mobilitazione va avanti da venerdì e rallenta la raccolta delle olive a ridosso della campagna olivicola. I primi cittadini Mauro Bonifacio (Francavilla) e Giuseppe Ramundo (Cerchiara) chiedono un confronto con Regione e Governo, che finora non hanno dato risposte
Dalla Capitanata alla Sicilia, la protesta di agricoltori e autotrasportatori si allarga. Da venerdì scatta il fermo dei camion in Calabria e Sicilia. La Regione stanzia 15 milioni, ma la mobilitazione non si ferma. Primi segnali di proteste in alcune realtà del Nord
Terzo giorno di presidio nel Cosentino, mentre la protesta continua Falerna e si allarga Corigliano-Rossano con l’adesione dei pescatori: «Il gasolio è triplicato, teniamo le barche ferme». Venerdì scattano quattro presidi strategici
La Giunta pronta ad approvare una delibera per sostenere le imprese del settore. L’associazione degli agricoltori: «Risposte alle nostre richieste». Le somme saranno accreditate direttamente da Arcea sui conti correnti degli agricoltori
Poche adesioni al presidio di Corigliano Rossano, ma testimonianze dure da agricoltura, pesca e famiglie. «Vendiamo gli agrumi a 30 centesimi al chilo e poi li vediamo nei supermercati a tre euro», raccontano i manifestanti, mentre il sindaco Stasi e la consigliera regionale Scutellà chiedono risposte e misure strutturali
La mobilitazione prosegue anche domani, seppure con una partecipazione più contenuta. I manifestanti denunciano i costi di produzione insostenibili e chiedono risposte alle istituzioni
Costi insostenibili e ricavi insufficienti, mentre si annunciano nuovi presidi il 16 ottobre. Nel presidio anche un agricoltore di 18 anni che teme di dover chiudere l’azienda. La richiesta è un intervento urgente sul gasolio e sui costi di produzione: «Siamo pronti ad andare anche a Roma»
Sulla Statale 92, al bivio per Francavilla Marittima e Cerchiara, il presidio contro il caro gasolio e i prodotti sottopagati prosegue senza tensioni. Il presidio chiede riforme strutturali e annuncia la mobilitazione del 16 ottobre
Nuova azione di protesta in uno degli snodi centrali per il traffico in Calabria. La mobilitazione continua tra rabbia e un filo di stanchezza: «Non ce la facciamo più ma abbiamo bisogno di aiuti seri, non di elemosina». Annunciate altri presidi nei prossimi giorni
Il Movimento popolare illustra i prossimi passi della mobilitazione. I quattro snodi individuati sono porto di Gioia Tauro, aeroporto di Lamezia, scalo di San Marco Argentano e Vibo Marina. Ma dalla prossima settima la minaccia è lo stop totale
Mezzi e manifestanti ai piedi del Pollino per denunciare l’aumento dei costi di produzione, il caro gasolio e i prezzi troppo bassi riconosciuti ai prodotti agricoli. Al presidio anche gli agricoltori di Spezzano Albanese: «Il governo intervenga con misure concrete»
Il presidio per fermare le autocisterne di carburante è scattato alle 4 del mattino davanti agli accessi ai depositi Eni e Meridionale Petroli ma il dispositivo predisposto da polizia e carabinieri consente ai mezzi di raggiungere gli impianti attraverso percorsi alternativi. I manifestanti desistono ma restano in zona
Tre appuntamenti a inizio settimana (Tarsia, Falerna e Corigliano Rossano), il tentativo di riprendere il presidio a Vibo Marina e poi dal 16 al 20 il blocco deciso da Fedralog. La tensione sale per una mobilitazione che ha radici profonde e legate non soltanto alla crisi energetica
VIDEO | Una decina di mezzi agricoli ha sfilato per le vie centrali della città, rallentando il traffico. In piazza cittadini, studenti, famiglie e lavoratori con il gruppo La Base: «Nessun padrone organizzi chi soffre»
Il vicepresidente nazionale di Confapi e consigliere del Cnel denuncia: «Concimi alle stelle, prezzi troppo bassi e squilibri nella grande distribuzione. Serve una strategia nazionale per il chilometro zero»