Destinatario del provvedimento Giuseppe Liuzzo, attualmente detenuto perché coinvolto nell’operazione “Araba Fenice”. Tra i beni sequestrati una ditta e sei immobili
Destinatario del provvedimento Francesco Ietto, ritenuto affiliato al locale di 'ndrangheta di Nadile di Careri, nel Reggino. Tra i beni confiscati quattro società e oltre 30 automezzi
Coinvolto già in passato in diverse inchieste per i suoi legami con le cosche del Reggino, destinatario del provvedimento è il noto imprenditore Pietro Siclari, attivo nei settori edilizio, immobiliare ed alberghiero.
Sequestrata al 56enne l’impresa edile e relativo patrimonio aziendale per un valore complessivo di 1,5 milioni di euro. L’operazione rappresenta uno stralcio dell’inchiesta denominata “Sansone”
Riscontrati infatti “contatti economici” tra gli indagati e appartenenti alla famiglia Giglio, ritenuti organici all'omonima 'ndrina dominante a Strongoli verso cui sarebbero state fatte transazioni di denaro senza alcuna giustificazione lecita
L'inchiesta ha consentito di accertare non solo ingenti movimentazioni di capitali e investimenti immobiliari effettuati dai tre a fronte di esigui redditi dichiarati ma anche i legami con la criminalità organizzata calabrese
Si difende la moglie dell’ex governatore della Calabria, Barbara Varchetta, alla quale è stato notificato nella giornata di oggi un provvedimento di sequestro beni: «Resto fiduciosa nell'operato della magistratura»
Avrebbero percepito finanziamenti comunitari e nazionali indebitamente. Questo il motivo per cui sono stati posti i sigilli a beni immobili riconducibili a tre soggetti titolari di un’impresa operante nel settore della produzione di biocarburanti
Nello specifico, l'esecuzione dell'atto giudiziario ha portato al sequestro, da parte delle Fiamme Gialle di 14 fabbricati, terreni agricoli, due ditte, molteplici quote societarie, conti corrente, polizze assicurative
Secondo gli investigatori, i beni appartenenti all’imprenditore sarebbero stati realizzati con proventi dell’illecita attività di usura per la quale risulta attualmente indagato
Sigilli a 15 milioni di euro riconducibili ad alcuni imprenditori operanti nel Nord Italia, ritenuti contigui alle potenti ed efferate cosche Aquino/Coluccio e Piromalli/Bellocco rispettivamente gravitanti nella fascia jonica e tirrenica del Reggino
L’evasione fiscale milionaria scoperta dalla Guardia di finanza di Cosenza che ha proceduto al sequestro preventivo dei beni nei confronti del responsabile dello studio
Si tratta di Saverio Laganà, attualmente detenuto perché coinvolto nell’inchiesta “Artemisia” che insanguinò il paese reggino. Sigilli a un immobile a sette appezzamenti di terreno
Destinatari del provvedimento soggetti ritenuti appartenenti al direttorio ‘ndranghetistico “De Stefano-Condello-Tegano” e alle cosche “Araniti”, “Rosmini” e “Serraino”
Destinatario del provvedimento Angelo Romeo, indagato nell’ambito dell’operazione “Sante Fè” che ha permesso di sgominare un’organizzazione internazionale dedita al traffico internazionale di stupefacenti
Destinatario del provvedimento Francesco Anselmo Cavarretta. Posti sotto sequestro beni mobili e immobili tra cui tredici società, un complesso turistico, due opifici, auto e disponibilità finanziarie
Confiscate ville lussuose, fabbricati e appezzamenti di terreno. Destinatari del provvedimento cinque soggetti considerati affiliati alla cosca di ‘ndrangheta dei Commisso, attiva a Siderno con ramificazioni nel Nord Italia e in Canada
Destinatario del provvedimento il fratello di Nicolino, considerato il capo della cosca Grande Aracri. Sequestrati diversi rapporti finanziari, sono stati sequestrati e confiscati venti immobili, sei società e due automezzi
Destinatario del provvedimento l’imprenditore Giuseppe Crocè di Melito Porto Salvo. I beni confiscati consistono nel capitale sociale e nel patrimonio aziendale di quattro società di capitali del settore della grande distribuzione ed in alcuni rapporti finanziari.
Il provvedimento ha riguardato quattro unità immobiliari e cinque terreni per un valore di 800mila euro, riconducibili a Fiorito Procopio, presunto boss della cosca Sia-Procopio-Tripodi