Il governo ha stanziato 100 milioni di euro per fronteggiare i danni causati dal ciclone Harry, che ha colpito duramente Calabria, Sicilia e Sardegna. Secondo le prime valutazioni, la cifra copre meno del 10% dell’ammontare complessivo dei danni subiti dai territori interessati.

La stragrande maggioranza dei danni compromette seriamente la prossima stagione estiva. In molti comuni, le spiagge oggi in gran parte scomparse rappresentano l’unica risorsa economica, e la loro distruzione rischia di avere conseguenze pesantissime sull’occupazione e sul tessuto sociale locale.

A confermare la gravità della situazione sono anche le dichiarazioni del ministro per la Protezione civile, Nello Musumeci: «La prima stima è di un miliardo e 241 milioni di euro di danni». Una cifra che evidenzia il forte divario tra le risorse finora stanziate e le reali necessità dei territori colpiti. È atteso un nuovo provvedimento del governo, dopo una ricognizione più dettagliata dei danni.

Le tre regioni, già fortemente provate da una crisi economica senza precedenti, si trovano ora a gestire un’emergenza che coinvolge infrastrutture, attività produttive e intere comunità. Le risorse messe a disposizione appaiono insufficienti rispetto alla gravità della situazione e alla necessità di interventi rapidi ed efficaci.

Di fronte a una calamità di tale portata, cresce la richiesta di un impegno economico più consistente e di una strategia di sostegno adeguata, capace di rispondere concretamente alle esigenze dei territori colpiti e di garantire una reale ripresa.