Il criterio della legge nazionale ignora spopolamento, situazione economica e distanza dai servizi. I fondi scendono da 200 a 85 milioni, mentre il Pd lavora a una proposta per portare il sostegno a un miliardo annuo
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Non c'è stata oggi intesa tra le Regioni ed il Governo sulla classificazione dei Comuni montani, dunque ancora un niente di fatto. La legge nazionale approvata a settembre prende come criterio solo l'altezza e la pendenza, senza considerare gli indici di spopolamento, la situazione economica, la lontananza dai centri più importanti di erogazione dei servizi.
Se a questo aggiungiamo che il Governo Meloni, sul fondo per la montagna, non ha messo un euro in più rispetto al Governo Draghi (200 mln) e ha tolto alle Regioni più del 50% di questi fondi (da 200 si passa a 85 mln) il quadro si completa: una legge vuota e senza risorse.
Una battaglia, quella di tanti comuni contro questa classificazione, solo per i 200 mln? No, perché questa classificazione non riguarda solo questi fondi (che il Pd in Parlamento ha chiesto di portare a 1 mld/anno) ma anche altre modalità incentivanti.
Il caos sulla montagna italiana innescato dal Governo Meloni continua: le promesse elettorali di attenzione alle aree interne e montane si sono rivelate il solito bluff.
Per il Pd parla la proposta di legge presentata in Parlamento a prima firma Elly Schlein ed il lavoro programmatico che stiamo facendo. Rimane l'amarezza perché questa legge non è stata solo un'occasione persa, ma sta creando un danno alla montagna italiana.
*Responsabile dipartimento aree interne segreteria nazionale Pd

