La Cittadella prova a resistere ma intanto accantona mezzo milione di euro per interessi moratori. Al centro del contenzioso con la società di factoring fatture cedute da fornitori di prestazioni e servizi resi ai dipartimenti. E il primo giudizio è andato male
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Somme non saldate, cristallizzate in fatture poi cedute a società di factoring che adesso fanno valere i propri diritti a suon di decreti ingiuntivi. Il copione si ripete. Questa volta però l’aggressione alle casse regionali non passa attraverso gli enti del servizio sanitario. Ma è la stessa Cittadella ad essere finita sotto attacco da parte di BFF bank, ex banca Farmafactoring, società arcinota in Calabria per esser riuscita ad acquisire svariate fatture e ad instaurare poi altrettanti giudizi per la riscossione coatta dei crediti, con somme nel frattempo lievitate per via degli interessi moratori.
Riscossione coatta
La procedura non è cambiata. In questo caso debitrici non sono le aziende sanitarie ma i dipartimenti della Regione Calabria che hanno inanellato «una pluralità di fatture relative a crediti maturati a titolo di corrispettivo per forniture e prestazioni di servizi erogati all’ente regionale, crediti successivamente ceduti». Alcune risalenti addirittura al 2018, e poi coagulate in un maxi decreto ingiuntivo notificato nel 2019 da BFF bank alla Cittadella del valore di oltre cinque milioni e mezzo di euro (5.761.313, per l’esattezza).
Il maxi credito
Il contenzioso è però tornato di recente d’attualità per la dichiarata esecutività della sentenza con cui il Tribunale di Catanzaro nel 2023 ha, sì revocato il maxi decreto ingiuntivo, ma infine condannato la Regione Calabria al pagamento di 696.043 euro, oltre agli interessi moratori, agli interessi anatocistici e agli interessi anatocistici sugli interessi moratori.
In appello
Il procedimento è pendente davanti la Corte d’Appello ma, nel frattempo, alla Regione si è provato a venire a capo della provenienza ed entità dei crediti. Secondo il dipartimento Bilancio, «discendono da fatture emesse da una pluralità di operatori economici nei confronti della Regione, per forniture e prestazioni di servizi resi a diversi dipartimenti». Una procedura definita ad «elevata complessità» e di «non immediata definizione», anche per «la contemporanea pendenza di ulteriori giudizi tra le medesime parti e aventi ad oggetto analoghe pretese creditorie».
Il comitato direttivo
Insomma, un guazzabuglio giudiziario già noto a queste latitudini e che, in Cittadella, si è inizialmente deciso di dirimere attraverso la costituzione di un comitato direttivo. Scopo dichiarato è di «evitare duplicazione di pagamenti e fenomeni di indebito arricchimento ai danni dell’ente regionale», una soluzione che tuttavia non ha prodotto risultati tangibili. Tanto da giungere nell’agosto 2025, a sentenza già esecutiva, alla decisione di instaurare un nuovo comitato, per «avviare prioritariamente un dettagliato monitoraggio da parte dei vari dipartimenti interessati, al fine di quantificare lo stock di debito pregresso e corrente ed adottare idonea strategia difensiva».
La strategia difensiva
Si è insomma tentata la strada della composizione bonaria del contenzioso, e poi avanzata la richiesta a BFF Bank di produrre un «calcolo dettagliato ed attuale degli accessori, determinato per ciascuna fattura, ai fini di una corretta imputazione delle somme ai vari dipartimenti». La richiesta è rimasta inevasa. Mentre al tentativo di composizione del contenzioso la società di factoring ha risposto notificando un altro decreto ingiuntivo.
La liquidazione degli interessi
La Regione quindi corre ai ripari, o almeno lo fa il dipartimento Bilancio. In un decreto si esprime infatti la necessità di procedere alla liquidazione delle somme di propria competenza «attesa l’esecutività della sentenza ed in particolare l’importo del dovuto nella complessa controversia e gli ulteriori oneri derivanti dalla possibile attivazione di una procedura esecutiva da parte della creditrice per il recupero del credito».
Migliaia di euro
Nell’atto si riporta il computo delle fatture di competenza del settore Economato e Autoparco, più di 630mila euro, e si chiede dunque di procedere all’assunzione dell’impegno di spesa per i relativi interessi moratori e anatocistici: altri 565mila euro da impegnare sui capitoli di bilancio.


