Fede e tradizione

Dalla “pigghjiata” alla Naca, i suggestivi riti del Venerdì Santo rivivono a Catanzaro e nei piccoli borghi

Dopo due anni di stop a causa della pandemia, le comunità si mobilitano riscoprendo le antiche tradizioni. Ecco alcuni dei riti più caratteristici della Settimana santa 

60
di Rossella  Galati
15 aprile 2022
06:20
La Naca di Catanzaro
La Naca di Catanzaro

Si è entrati ormai nel vivo della settimana santa ed ecco che dopo due anni di stop a causa della pandemia, i fedeli possono finalmente rivivere, con prudenza e senso di responsabilità, le emozioni dei tanto attesi riti pasquali. Anche in provincia di Catanzaro, dove il sentimento religioso anima da secoli borghi e comunità, ci si appresta a celebrare la passione e resurrezione di Cristo attraverso cortei e tradizioni secolari da sempre molto sentiti. Dopo la tradizionale messa in coena domini del giovedì santo, sarà la volta della commemorazione della passione di Gesù e della sua morte in croce. Così, tra fede e tradizione, spicca tra tutte la “Naca” di Catanzaro, un suggestiva e partecipata processione che si snoda lungo le vie cittadine durante la quale i fedeli, con profonda devozione, accompagnano la “culla di Gesù” tra simboli, suoni e figuranti.

La Naca di Catanzaro

Quest'anno il neo arcivescovo della diocesi di Catanzaro Squillace, mons. Claudio Maniago presiederà dapprima la liturgia della parola, l’adorazione della santa croce e la santa comunione alle ore 17.00 presso la Basilica Maria SS. Immacolata. A seguire, alle 18.30, parteciperà alla tradizionale processione del Cristo Morto e della Vergine SS. Addolorata. Il tradizionale appuntamento partirà quest'anno dalla Chiesa del Carmine e sarà curato dall'arciconfraternita Maria SS.ma del Carmine.


Tradizione e fede a Badolato

Ma ad illuminarsi di spiritualità saranno anche i piccoli borghi della provincia come Badolato. Qui la Parrocchia SS. Salvatore, le confraternite dell'Immacolata, del SS. Rosario e di Santa Caterina V. M. Alessandrina hanno finalmente potuto riprendere un percorso tanto antico quanto sentito. In particolare, il venerdì santo, dopo la liturgia della parola, l'adorazione della Croce e la comunione, alle 15.30 dalla Chiesa di San Domenico “u Monasteri” partirà la processione con tappe che, come di consueto, vanno a percorrere le vie del suggestivo borgo antico fino al convento francescano di S. Maria degli Angeli.

Riti antichi a Taverna

Salendo nella Presila catanzarese arriviamo a Taverna. Anche qui nel primo venerdì santo post pandemia si rivivrà l'emozione della “Naca”. Per riassaporare le suggestioni della “pigghjiata” bisognerà attendere invece il prossimo anno. Si tratta infatti di una tradizione che ha cadenza triennale risalente al 1700, ideata e organizzata dall'Arciconfraternita del SS. Sacramento, SS. Salvatore, con sede nella chiesa arcipretale di Santa Barbara, che porta in scena gli ultimi istanti della vita di Cristo. Una funzione che ruota attorno alla statua lignea del Santissimo Crocifisso, appartenente alla scuola di Frate Umile da Petralia, venerata con particolari preghiere e canti detti “lamenti” in un clima di profonda commozione che coinvolge l'intera comunità per un intero pomeriggio.

L'originale venerdì santo di Davoli

Scendendo di nuovo verso la costa, il piccolo borgo di Davoli superiore è pronto ad accendere le vie del centro storico con ben 3000 lumini preparati artigianalmente che serviranno a illuminare gli abeti che accompagneranno la processione del venerdì santo a partire dalle 22.00. Un'altra interessante e originale tradizione che si rinnova dal 1600, in mostra nel 2019 a Matera, allora capitale della cultura. Un rito religioso, quello della passione di Gesù, che si mescola con quello pagano della processione degli abeti portati a spalla da piccoli e grandi fedeli, simboleggiando il legame tra cielo e terra. L’abete che viene posto al centro della manifestazione del venerdì santo davolese infatti, con il suo manto sempre verde e con l’inattacabilità delle radici, è simbolo di immortalità presente in molte religioni e culture.

La rinascita delle comunità

Dunque le comunità si mobilitano riscoprendo le antiche tradizioni quasi come se fosse la prima volta. Un momento di rinascita che sarà scandito, nella domenica di Pasqua, dalla tanto attesa “cunfrunta” o “affruntata” che in molti comuni catanzaresi, così come in tutta la regione, segnerà un nuovo inizio e in un difficile momento storico come quello attuale, segnato da guerre e pandemia, farà sentire tutti protagonisti di una vita nuova.

Giornalista
GUARDA I NOSTRI LIVE STREAM
Guarda lo streaming live del nostro canale all newsGuarda lo streaming di LaC TvAscola LaC Radio
top