Franz Caruso conta di rimettere in piedi il malandato Planetario entro la fine del suo mandato. Per farlo occorrerà sborsare due milioni e mezzo di euro, ma il sindaco sul punto appare cocciuto, «conto di farcela» ha detto. Nella lista della spesa rientrerebbero la pulizia, le riparazioni e la completa sostituzioni della poltrone pieghevoli, nonché l’impianto di illuminazione e gli accessori informatici.

Insomma, se l’uomo sta per tornare sulla luna, forse Cosenza può riaccendere le stelle. Almeno si spera.

La struttura scientifica, chiusa da anni è ormai simbolo di un’opera incompiuta che la città non è mai riuscita a sfruttare pienamente. Il nodo principale riguarda la lente Zeiss, elemento centrale dell’intero sistema di proiezione astronomica, che risulta danneggiata. La soluzione attualmente al vaglio del Comune non sarebbe quella di acquistare una nuova lente, operazione che comporterebbe costi molto elevati, ma di procedere con la riparazione di quella esistente, con una spesa stimata intorno ai 600 mila euro. Una scelta che non sarebbe soltanto economica, ma anche tecnica, perché secondo le valutazioni degli esperti la lente originale avrebbe una qualità ottica superiore rispetto a molti sistemi oggi in commercio.

L’obiettivo dell’amministrazione è quello di recuperare l’intera struttura e trasformarla nuovamente in un polo scientifico, didattico e turistico, capace di attrarre scuole, studenti e visitatori, restituendo alla città una struttura che, al momento della realizzazione, era considerata una delle più moderne del Sud Italia.