La provveditrice regionale dell'Amministrazione penitenziaria Castellano presenta il piano anti-afa: «Nebulizzatori e ventilatori in tutte le aree comuni. Frigoriferi nelle sezioni e, per quest'anno solo a Locri, nelle stanze detentive». Antigone richiama le criticità su spazi minimi e assistenza sanitaria
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Carcerii sovraffollate
L'estate con le sue torride temperature spinge a cercare rifugio in ambienti climatizzati oppure, per chi è in vacanza, nell'acqua di mare o nella frescura della montagna.
La fine della scuola e le sospirate ferie . La sospensione fisiologica di molte attività durante i mesi estivi, quando è concesso che i ritmi cambino e che il maggior tempo libero a disposizione sia dedicato allo svago e al divertimento dopo un anno di impegno, di studio e di lavoro.
Le alte temperature e l'inattività
L'impatto di tutto questo su chi vive ristretto in carcere è definito drammatico da Lucia Castellano, provveditrice regionale dell'Amministrazione penitenziaria della Calabria. « Ogni estate è un dramma . In questa ottica a preoccuparci di più, a mio avviso, non deve essere il sovraffollamento, che pure registriamo in Calabria dove però, ad eccezione di Catanzaro particolarmente vetusto, gli istituti sono tutti di dimensioni medio-piccole . Per assicurare la dignità della detenzione, specie in momenti critici come l'estate , deve essere affrontata ed evitata l'inattività della popolazione detenuta . L'estate è sempre un dramma perché si fermano molte attività come la scuola, diminuiscono gli operatori, che entrano in carcere per progetti e iniziative, e anche i parenti.
Dunque l'inattività unita ad una prolungata permanenza nelle stanze detentive con il caldo di questo periodo aggrava il quadro generale di chi vive in carcere . Per questa ragione abbiamo anche quest'anno sollecitato tutti e 12 gli istituti penitenziari calabresi a mettere in campo iniziative e attività per sopperire al fisiologico allentamento dei programmi trattamentali e abbiamo già messo in campo anche un piano anti-caldo ».
L'estate non è per tutti come il tempo "libero" non è racconto per tutti. In frangenti critici come questo dare sollievo e opportunità alle persone detenute equivale e garantire dei diritti essenziali.
La raccomandazione per sopperire alle attività sospese
«Sul piano trattamentale, nel ruolo di regia di progetti regionali in capo al provveditorato posso, per esempio, dire che già da questa estate partono nelle carceri di Vibo Valentia e di Arghillà a Reggio, i percorsi mirati di riabilitazione per i detenuti autori di reati violenti a sfondo sessuale, recentemente presentati . Prosegue anche il progetto di mediazione culturale Integrando e possiamo sempre contare su un volontariato religioso che garantisce la presenza. Ma occorrerà certamente fare di più. Da qui le circolari che abbiamo già inviato alle direzioni dei 12 istituti penitenziari, raccomandando di sopperire alle attività sospese ». Così la provveditrice regionale Lucia Castellano che poi si è soffermata nel dettaglio sul piano anti-caldo nei dodici istituti penitenziari calabresi, presenti in tutti e cinque i comprensori provinciali con maggiore concentrazione a Reggio (cinque carceri) e Cosenza (quattro carceri) : Rosetta Sisca di Castrovillari, Sergio Cosmai di Cosenza, Rossano, Paola, Ugo Caridi di Catanzaro, Crotone, Giuseppe Panzera di Reggio Calabria (San Pietro e Arghillà), Salsone di Palmi, Locri, Luigi Daga di Laureana di Borrello, Vibo Valentia.
Le misure anti-caldo
«Quest'anno abbiamo posizionato in tutti gli istituti i nebulizzatori nei cortili adibiti a passeggio e ventilatori a pala nel soffitto nelle aree socialità, sale colloqui, palestre, biblioteche. Colgo, da questo punto di vista, l'occasione per ringraziare la Fondazione con il Sud che ci ha donato 120 ventilatori di ultima generazione che abbiamo già distribuito nelle aree comuni delle carceri calabresi. Abbiamo accordato ai detenuti di poter mettere i ventilatori da loro acquistati in stanza .
Un intervento che ho ritenuto necessario è stato quello relativo alla rimozione dei plexiglas dalle finestre delle stanze detentive nel carcere di Cosenza. Erano stati apposti per evitare lanci di oggetti ma creavano un effetto serra insostenibile . Abbiamo anche comprato dei pozzetti per il ghiaccio e frigoriferi per bevande fresche posizionati nelle sezioni e nei corridoi e, sperando il prossimo anno di poterlo estendere a tutte le carceri, quest'anno a Locri abbiamo posizionato dei frigoriferi anche nelle stanze detentive. Abbiamo, altresì, disposto che i cosiddetti blindi, le pesanti porte con solo una piccola feritaia, restino aperti anche di notte per una circolazione maggiore dell'aria », ha spiegato la provveditrice calabrese Castellano che ha poi ricordato le altre misure anti-caldo adottate, considerando anche la necessità di garantire colloqui e passeggi all'esterno.
«Abbiamo disposto che gli orari dei passeggi siano spostati in fasce meno calde, che la permanenza nella sale socialità sia prolungata, che i colloqui con i familiari si svolgano, fuori nelle aree verdi.
Siamo consapevoli di quanto ci sia ancora da fare, specie in momenti critici come questo. Posso dire che stiamo anche intervenendo pure sugli aspetti strutturali degli istituti con riqualificazioni su Palmi, Crotone, Catanzaro, Arghillà e Vibo . Il sovraffollamento è una piaga che riguarda tutta l'Italia, non solo Calabria . Seppure registriamo tassi di sovraffollamento, i dati vanno letti nel complesso. Naturalmente prestiamo attenzione doverosa anche ai parametri Cedu di tre metri quadri per detenuto. Nel dettaglio a 2395 detenuti, dei 2926 totali, assicuriamo più di quattro metri quadri ciascuno, e per 506 garantiamo tra i tre e quattro ei metri quadri», ha sottolineato ancora la provveditrice regionale Lucia Castellano.
Il sovraffollamento e i parametri Cedu sotto la lente di Antigone
Con il tema del sovraffollamento che resta rilevante soprattutto nel carcere di Arghillà (a maggio di quest'anno secondo i dati del ministero di Giustizia erano 372 i detenuti a fronte di una capienza di 394) seguito da Cosenza, Paola, Rossano e Locri, ai fini dell'analisi della condizione detentiva d'estate, secondo l'associazione Antigone , impegnata a monitorare il rispetto delle garanzie nel sistema penale e penitenziario, in alcuni carceri calabresi vi è anche da dimostrare un'altra critica. Si tratta del parametro dei 3 metri quadrati, quale standard minimo vitale per ogni detenuto stabilito dalla Corte Europea dei Diritti dell'Uomo (Cedu), sotto i quali lo spazio è considerato inumano e degradante, dunque in violazione dell'art. 3 della Convenzione stessa. Secondo i dati relativi al 2025, rilevati dall'osservatorio Antigone, tali tre metri quadri calpestabili per detenuti non erano presenti nel carcere di Rossano e nei reggini di San Pietro, Arghillà e Locri.
Tra le visite già eseguite quest'anno quella nel carcere di Arghillà a fine maggio scorso, espletata dalle osservatrici Sara Cacciotella e Samuela De Luca. Ecco un loro resoconto: «L'istituto verte in una condizione di sovraffollamento che genera malessere diffuso . A tale criticità si affianca una significativa carenza del personale di polizia penitenziaria , con ripercussioni negative sia sul piano della sicurezza dell'istituto, e carenze legate anche all'assistenza sanitaria che specie d'estate contribuiscono ad aumentare i disagi. In tutte le celle visitate erano presenti grate alle finestre che impediscono il ricircolo dell'aria . In questo periodo dell'anno diventa una criticità una zona d'ombra molto ridotta nell'area adibita al passeggio ». Altre visite dell'osservatorio Antigone sono in programma nelle carceri calabresi nelle prossime settimane.
"Ristretti in agosto" dell'osservatorio Unione Camere Penali
Annunciata, inoltre, per il terzo anno consecutivo, l'attività di monitoraggio estivo «Ristretti in Agosto», a cura dell'Osservatorio carcere dell'Unione delle Camere Penali Italiane . L'iniziativa, volta a sottolineare la «gravità del sovraffollamento nelle "celle infuocate" in quadro già drammatico che in Italia già registra 116 decessi "in e di" carcere dall'inizio dell'anno, tra cui 33 suicidi», potrebbe, come avvenuto negli anni scorsi, fare tappa anche in Calabria.




