In conferenza stampa l’attore turco si prende la scena tra ironia e autocontrollo: annuncia di essere single, chiede “candidate” e incassa la replica di Carlo Conti («Io sono sposato»)
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Carlo Conti e Can Yaman (foto Ipa-Maurizio D’Avanzo)
Can Yaman entra in sala stampa e succede sempre la stessa cosa: per un attimo non è più una conferenza, è un set. Lui lo sa, lo gestisce, lo cavalca senza strafare. Arriva a Sanremo in mattinata, reduce da un set in Spagna, e si presenta con quella calma che sembra studiata e invece è soprattutto mestiere. In poche battute mette insieme il personaggio e l’uomo, la star internazionale e il ragazzo cresciuto “a metà” con l’Italia addosso.
«Sono cresciuto con la cultura italiana, frequentando il liceo italiano a Istanbul, ma tante cose non le conoscevo», racconta. Poi aggiunge il dettaglio che spiega perché la sua lingua, oggi, non suona da ospite: «Da cinque anni vivo in Italia e mi sono immerso nella cultura, imparando tante cose». È una frase semplice, ma funziona perché non chiede applausi: mette un punto e passa oltre, come chi ha capito che l’Ariston non premia chi si spiega troppo.
Il momento, però, arriva subito dopo. La domanda di un giornalista cade nel punto esatto in cui la conferenza smette di essere “protocollo” e diventa spettacolo. Yaman sorride e taglia corto: «Sono single». Un secondo di pausa, poi affonda la lama gentile: «Hai qualche candidata per me? ».
Sala stampa in fibrillazione, Carlo Conti chiamato in causa quasi per riflesso. Il direttore artistico prova a tenere l’ordine con la risposta più ovvia del mondo: «Io sono sposato». E lì Yaman non si fa pregare: «Mi spiace per te, Carlo», ridendo. Fine del duello, tutti contenti: l’attore ha avuto la sua battuta, Conti non ha perso il timone, i titoli sono già scritti nelle teste di mezza platea. Continua a leggere su LaCapitale.it



