Quattro colpi d’arma da fuoco nella notte contro un 21enne. Secondo quanto filtra da ambienti investigativi l’episodio non andrebbe inquadrato nella sequenza di raid registrata alla periferia sud della città di Vibo, tra Jonadi e San Gregorio d’Ippona. Indagano i carabinieri
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Quattro colpi nelle gambe. È ormai un bollettino di guerra quello che sembra scandire la cronaca vibonese. Il nuovo episodio si è verificato questa notte, verso le 2.30, a Sant’Onofrio, dove un giovane di 21 anni, F.F., è stato fatto bersaglio di diversi colpi di arma da fuoco. Quattro i proiettili che l’hanno raggiunto alle gambe, come hanno poi riscontrato i medici del Pronto soccorso di Vibo Valentia, dove è stato trasportato. Le sue condizioni, secondo quanto emerso, non sarebbero gravi e non risulterebbe in pericolo di vita.
Sul luogo dell’agguato sono intervenuti i carabinieri della Stazione di Maierato, insieme ai militari del Nucleo radiomobile, che hanno eseguito i primi rilievi e avviato gli accertamenti necessari a ricostruire quanto accaduto. Le indagini sono ancora nella fase iniziale e gli investigatori mantengono il riserbo.
L’escalation criminale nel Vibonese
Ma da ambienti investigativi comunque trapela che si tratta di un episodio ulteriore e diverso rispetto a ciò che sta succedendo alla periferia sud della città di Vibo, nella zona industriale tra Jonadi e San Gregorio d’Ippona, dove nelle ultime settimane si sono susseguite intimidazioni verso aziende che operano nell’area e sparatorie simili alle famigerate “stese” della malavita partenopea.
Dopo i colpi di fucile a pallettoni esplosi in successione, la stessa notte, contro la sede di cinque aziende dell’area industriale, infatti, si sono registrati anche gli “assalti” a due abitazioni private, quella di un piccolo esercente e di un cameriere, con decine di colpi di pistola che hanno colpito le auto delle vittime, ma, in un caso, anche i muri e le finestre delle abitazioni vicine.
Uno scenario complessivo inquietante che vede polizia e carabinieri indagare in maniera serrata per dare alla comunità le risposte attese e ribadite nella recente fiaccolata anti ‘ndrangheta che ha attraversato l’area delle ultime intimidazioni.



