'Alleanza mafie in Lombardia', altri due Comuni vogliono essere parti civili

Le difese degli imputati si oppongono. Su caso 'Hydra' 5 pentiti tra cui Amico

Si sono opposte alle richieste di costituzione come parti civili dei Comuni di Abbiategrasso (Milano) e di Busto Arsizio (Varese) le difese degli imputati nel maxi processo milanese "Hydra", a carico di 45 persone, sulla presunta alleanza tra esponenti delle tre mafie in Lombardia per "fare affari", come ricostruito dalle indagini del procuratore di Milano Marcello Viola e dei pm Alessandra Cerreti e Rosario Ferracane, condotte dai carabinieri del Nucleo investigativo. È emerso dalla seconda udienza, che si è tenuta sempre nell'aula bunker davanti al carcere milanese di San Vittore, del maxi processo con rito ordinario che vede tra gli imputati anche Gioacchino Amico, presunto vertice del "sistema mafioso lombardo" per conto della camorra del clan romano dei Senese e l'ultimo dei cinque pentiti della maxi inchiesta e che ha già riempito nove verbali, in gran parte secretati e omissati, anche sui rapporti con la politica.

Parti civili nel processo, dopo l'udienza preliminare, sono la Regione Lombardia, il Comune di Milano, la Città metropolitana di Milano, il Comune di Varese, Wikimafia, Libera, il Comune di Legnano e la Rai.

Nella prima udienza ha chiesto di entrare come parte civile, per il riconoscimento degli eventuali danni, anche il Comune di Abbiategrasso, con l'avvocato Paolo Tosoni, e poi oggi quello di Busto Arsizio. Le difese di due imputati si sono opposte e le altre si sono associate. Difese che hanno anche sollevato varie questioni preliminari, tra cui alcune di incompetenza territoriale e indeterminatezza del capo di imputazione, che vede al centro l'associazione mafiosa come "consorzio" tra esponenti di camorra, 'ndrangheta e Cosa Nostra.

Il processo è stato aggiornato al 14 maggio per le repliche dei pm e delle parti civili sulle questioni delle difese. E i giudici dell'ottava sezione penale decideranno nell'udienza successiva