Accoglimento parziale delle istanze presentate dall’architetto e dall’ingegnere accusati di aver fatto parte di un’associazione per delinquere promossa dall’ex vicepresidente della Provincia Manica
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Il Tribunale di Crotone, sezione penale, – Edoardo D’Ambrosio presidente, Vincenzo Corvino, Glauco Panattoni a latere – ha in parte accolto il ricorso presentato da Luca Bisceglia e Rosaria Luchetta, entrambi coinvolti nell’inchiesta Teorema e difesi dall’avvocato Sabrina Rondinelli. Secondo l’accusa i due indagati, posti entrambi agli arresti domiciliari dal gip di Crotone, avrebbero partecipato ad un’associazione per delinquere promossa da Fabio Manica, ex consigliere comunale di Forza Italia a Crotone ed ex vicepresidente della Provincia.
I giudici hanno disposto il dissequestro dello studio dei due professionisti.
Secondo le accuse il gruppo avrebbe commesso reati contro la pubblica amministrazione garantendosi illecitamente, con l’aiuto del politico, l’affidamento diretto di lavori pubblici che sarebbero stati sistematicamente dati – sulla base di determine di affidamento illegittime e talvolta anche false – sempre alle stesse società e con l’accordo di ripartire il finanziamento di denaro pubblico all’interno di una presunta associazione. Luchetta avrebbe partecipato alla costituzione di società ad hoc per intercettare l’affidamento dei lavori e Bisceglia avrebbe fornito supporto tecnico per la realizzazione dei progetti per i lavori e per l’aggiudicazione degli stessi.
Per quanto riguarda il dissequestro dell’immobile, i giudici hanno accolto la richiesta ritenendo che «nella convalida di sequestro non vi è alcun cenno a detto immobile, impedendo dunque le ragioni dell'apposizione del vincolo sul medesimo. Inoltre, si sottolinea come, dal momento che il bene è stato sottoposto a sequestro finalizzato alla confisca per equivalente, il suo valore stimato di circa 150.000,00 euro supererebbe in gran misura il profitto del reato, che ammonterebbe ad 20.998,66 euro».
Nel resto il collegio ha rigettato la richiesta di annullamento dell'ordinanza di convalida del sequestro preventivo d’urgenza; il dissequestro di un’auto presa a noleggio perché gli indagati «non risultano legittimati ad avanzare simile richiesta di fronte al Tribunale del riesame, non avendo gli stessi prospettato alcun interesse proprio alto svincolo del mezzo»; il dissequestro del conto corrente di Rosaria Luchetta.


