Il nuovo processo in Corte d’Assise d’Appello dopo che la Cassazione ha annullato per la seconda volta con rinvio le precedenti condanne. Francesco Olivieri è accusato di aver ucciso due persone ferendone altre tre nel 2018
Tutti gli articoli di Cronaca
PHOTO
La Procura Generale di Catanzaro ha chiesto la condanna all’ergastolo nei confronti di Francesco Olivieri, detto “Cicko”, 39 anni, di Nicotera, accusato di duplice omicidio aggravato e di un tentato omicidio. La richiesta è stata formulata dinanzi alla Corte d’Assise d’Appello di Catanzaro nel nuovo processo dopo che la Cassazione il 15 febbraio dello scorso anno ha annullato con rinvio (per la seconda volta) la sentenza di secondo grado. Gran parte della decisione si gioca sulla capacità di intendere e volere (al momento della commissione dei fatti) da parte dell’imputato.
La perizia psichiatrica del collegio peritale, nominato dalla Corte d’Assise d’Appello, ha concluso per la piena capacità di Francesco Oliveri, soggetto ritenuto perfettamente consapevole di quanto compiuto e della volontà omicida. Da qui la richiesta di ergastolo formulata dalla pubblica accusa. Il collegio peritale della difesa – rappresentata dall’avvocato Francesco Schimio – composto dal dottore Francesco Polito e dal professore Pietrantonio Ricci ha invece rassegnato le proprie conclusioni in ordine all’assenza della capacità di intendere e volere dell’imputato.
Francesco Olivieri è accusato di aver ucciso a Nicotera l’11 maggio 2018, con tre colpi di fucile, Michele Valarioti. Nei confronti di Giuseppa Mollese, sempre a Nicotera, è stato invece sparato un solo colpo di fucile che ha attinto la vittima alla regione mammaria destra, cagionandone anche in questo caso il decesso. Contestata per entrambi i fatti di sangue l’aggravante della premeditazione nel reato di omicidio. Tentato omicidio, aggravato dalla premeditazione, è poi l’accusa mossa a Francesco Olivieri per i due colpi di fucile esplosi a Limbadi nei confronti di Vincenzo Timpano (alias “Scarcella”) che ha però reagito prontamente riuscendo ad evitare i proiettili per poi scagliarsi contro il suo aggressore con una lastra di legno del separè di un bar. Il tutto mentre Francesco Olivieri era ancora intento a ricaricare il fucile.
Lesioni personali, aggravate dall’uso di un’arma – per l’esplosione di più colpi di fucile nel bar di Limbadi che per errore hanno ferito al polso destro Pantaleone Timpano – è l’altra contestazione mossa nei confronti dell’imputato, chiamato a rispondere pure di lesioni personali aggravate per aver spinto con forza a terra Francesca Vardè (facendola cadere rovinosamente) in occasione dell’esplosione dei colpi di fucile all’indirizzo del marito Michele Valerioti.
Contestato inoltre a Francesco Olivieri il reato di danneggiamento per aver esploso a Limbadi numerosi colpi di fucile in direzione della porta di ingresso dell’abitazione e dell’autovettura di proprietà di Francesco Timpano, più un colpo di fucile a Nicotera all’indirizzo della saracinesca del locale commerciale di Maria Teresa Campennì denominato “Il Capriccio”. Danneggiamento l’accusa anche per i numerosi colpi di fucile esplosi in direzione della Peugeot 106 di Cesare Taccone a Nicotera, più due colpi di fucile contro l’insegna del ristorante-pizzeria “Il Castello” di Francesco Mollese. La furia omicida, stando al racconto di Francesco Olivieri, sarebbe stata mossa dalla volontà di vendicare il fratello Mario ucciso nel 1997.

