C’è anche il taglio di 13 centesimi per il Gpl. Le misure straordinarie per contenere gli aumenti saranno in vigore per 20 giorni. Tutti i dettagli
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Iter immediato per il decreto carburanti approvato ieri sera dal Consiglio dei ministri: è stato pubblicato nella Gazzetta Ufficiale ed il taglio delle accise di 25 centesimi scatta già oggi. Le misure previste saranno in vigore per 20 giorni. Il provvedimento assunto dal Governo costa 421,6 milioni di euro: 417,4 milioni a valere sul bilancio dell’anno in corso, i restanti 6,1 milioni su quello del 2028. Palazzo Chigi è intervenuto con urgenza per frenare l’aumento dei prezzi dei carburanti il cui prezzo è salito di oltre il 20% in pochi giorni. Le associazioni dei consumatori hanno segnalato aumenti fino a 2,7 euro in alcuni distributori. Il decreto prevede credito di imposta per 110 milioni di euro per sostenere le spese di carburante di autotrasportatori e pescatori per la maggiore spesa sostenuta a marzo, aprile e maggio rispetto a febbraio 2026 per l’acquisto del gasolio. Il provvedimento d’urgenza del Governo introduce inoltre uno speciale regime di controllo contro le speculazioni.
Il presidente della Repubblica Sergio Mattarella ha firmato il decreto a Salamanca, in Spagna, dove si trova per ricevere la laurea honoris causa. L’obiettivo del Governo è quello di portare i prezzi di benzina e diesel sotto 1,90 euro al litro. Il prezzo del Gpl dovrebbe diminuire invece di 12 centesimi al chilo. Non ci sarà, invece, l’aumento di 100 euro della social card di cui sono beneficiarie circa 1,3 milioni di famiglie con Isee non superiore a 15mila euro, che si era ipotizzato nei giorni scorsi. Il taglio del prezzo dei carburanti è stato preferito per il timore che gli aumenti possano avere ripercussioni immediate sui prezzi di beni e servizi provocando un’impennata dell’inflazione.
Accanto ai sostegni economici il governo ha deciso anche di istituire per i prossimi tre mesi un sistema di controllo straordinario dei prezzi, rafforzando la vigilanza lungo tutta la filiera di approvvigionamento e distribuzione dei carburanti. Con pesanti sanzioni in caso siano accertate manovre speculative. Le società petrolifere dovranno comunicare giornalmente i prezzi al ministero delle Imprese e questi prezzi non potranno essere aumentati nell’arco della giornata. Le compagnie che non invieranno i prezzi andranno incontro a una sanzione pari allo 0,1% del fatturato giornaliero.

