L’assessore Gallo: «Sfioreremo 20 milioni di bottiglie, cresce la fiducia dei mercati». E anticipa un accordo con l'Istituto per il Commercio Estero volto alla ricerca di nuovi buyer: «L'obiettivo è aumentare i prezzi al dettaglio e la redditività delle cantine»
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Nell’edizione 2025 sono state 90 le aziende calabresi presenti al Vinitaly di Verona. Quest’anno il numero aumenterà a 111. «Un risultato mai visto» commenta il direttore generale dell’Agenzia regionale per lo sviluppo dell’agricoltura calabrese (Arsac) Fulvia Caligiuri. L’annuncio lo ha fatto lei stessa nella serata di gala organizzata in onore dei giudici del Concours mondial di Bruxelles in corso fino a domenica a Cirò e Cirò Marina, aggiungendo: «Abbiamo avuto ancora una volta attestati di fiducia da parte delle cantine e dei produttori e questo ci fa enormemente piacere».
Stiamo assistendo ad un investimento massiccio della Regione Calabria e dell'Arsac nel settore vitivinicolo. C'è modo di misurare il ritorno di questo impegno?
«Assolutamente sì. I risultati sono già misurabili in termini di export dell'agroalimentare che da più trimestri è in continua crescita. Nel 2025 abbiamo registrato un più 15 per cento: un risultato che pone la Calabria tra le prime regioni in tutta Italia. Questo significa che la Regione, il presidente Occhiuto, la Giunta, il Dipartimento Agricoltura, l'assessore Gallo stanno tracciando una linea di investimenti ma che hanno un ritorno. Poi, naturalmente, fa piacere constatare che le aziende nelle varie fiere ultimamente chiudono contratti importanti. Questo significa che è la direzione giusta e che la Calabria è ricercata e siccome chi viene alle fiere è anche strutturato per fare export, diventa facile fare il risultato».
Quali politiche secondo lei è necessario poi accompagnare all'attività di promozione?
«Sicuramente siamo a un livello di maturità che adesso richiede ancora più attenzione da un punto di vista dell’informazione e della formazione. Chi non è ancora sui mercati e magari vuole andarci, chi vuole presentarsi anche come packaging in un modo diverso, gli imprenditori che vedono lontano, ecco tutti loro hanno bisogno di un accompagnamento. E non a caso l'Arsac ha introdotto tra le proprie mission, oltre alla promozione, alla sperimentazione e alla divulgazione, anche l'informazione e la formazione proprio per accompagnare in questo percorso gli imprenditori».
In che modo il vino può far da traino anche ad altri settori?
«Quello che si investe nel comparto vitivinicolo ha ripercussioni in tutto l'agroalimentare calabrese. Chi viene per il Concours Mondial de Bruxelles, ad esempio, poi assaggia l'enogastronomia e naturalmente visita il nostro territorio e quando rientra fa propaganda di quello che ha provato come vitivinicoltura ma anche quello che ha assaggiato, del territorio che ha visto. Grazie al mondo del vino, alle nostre spettacolari cantine, noi riusciamo a promuovere l'intero territorio calabrese».
Anche l’assessore Gianluca Gallo guarda con fiducia ai risultati che possono scaturire dall’azione di marketing messa in campo dalla Regione nel settore del vino.
«Quest'anno sfioreremo le 20 milioni di bottiglie - afferma -, dopo aver vissuto anche stagioni molto difficili come quella che ha visto le nostre viti colpite dalla peronospera. E poi i numeri ci dicono che i nostri produttori riescono a vendere molto più facilmente i loro vini, li vendono a chi decidono e soprattutto sono aumentati i prezzi al dettaglio di ogni singola etichetta: segno evidente che da parte dei distributori non c’è più resistenza ma ci sono maggiori riconoscibilità e fiducia. Questo significa prodotto interno lordo, significa numeri in termini di esportazioni, significa credibilità, significa capacità di attrattività sul territorio e credo che faccia parte di un percorso che stiamo cercando di costruire insieme al sistema delle imprese».
Prossimo step il Vinitaly di Verona. Come si presenterà la Regione?
«Confermeremo l'impegno dello scorso anno: saremo al Vinitaly and the city dal 10 al 12 aprile, saremo coprotagonisti insieme al ministero in piazza dei Signori con un DJ set e avremo ospite il ministro Lollobrigida insieme ai vertici del sistema agricolo nazionale nel nostro stand all'aperto. Poi l'inaugurazione del nostro stand al padiglione 12 del Vinitaly, cercando di migliorarlo, di affinarlo con una serie di eventi che mireranno soprattutto alla comunicazione del Vinitaly in Calabria, sia a Sibari che a Reggio, per raccontare questa Calabria attrattiva che davvero riesce anche a meravigliare gli amici veneti. Giusto ieri (giovedì, ndr) abbiamo presentato il Vinitaly 2026 e non è mai mancato da parte del presidente di Verona Fiere, la citazione della Calabria come regione capace di organizzare manifestazioni legate al Vinitaly con un mood diverso rispetto anche al format di Verona Fiere».
Qual è la ricetta per ottenere questi risultati?
«La credibilità. Credibilità chiama credibilità e noi abbiamo lavorato fortemente su questi obiettivi e per la ricostruzione della nostra credibilità come regione con proposte che sono state realizzate e che soprattutto hanno visto la serietà del nostro impegno. Ma poi la credibilità è anche quella che è cresciuta da parte dei nostri imprenditori, da parte di chi produce all'interno delle proprie aziende, facendo bene i compiti a casa per cui è aumentato anche il tasso di fiducia da parte delle imprese che sanno che, nel momento in cui vengono accompagnate da noi, in questa intensa azione di promozione hanno un vero supporto con numeri in crescita. Tutto questo naturalmente fa parte di un percorso di crescita che ha visto numeri importanti sia nell'export che nella crescita del Pil ma che deve avere ulteriori azioni in termini di affinamento».
Un esempio?
«Ad esempio l’accordo che sottoscriveremo a breve con l'Istituto per il Commercio Estero per la ricerca di buyer su nuovi mercati che possano accogliere la qualità delle nostre produzioni e remunerare al meglio i nostri prodotti con un aumento dei prezzi di vendita».



