Il presidente del settore chiede al Governo di intervenire immediatamente: «Costi di produzione e consegna sproporzionati, servono subito misure strutturali, basta interventi tampone»
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L’impennata dei prezzi di gas, luce e carburanti sta mettendo a dura prova la tenuta economica delle imprese del settore della panificazione. A lanciare l'allarme è Giuseppe Bellamena, presidente del settore Panificazione della Claai (Confederazione Libere Associazioni Artigiane Italiane), che denuncia una situazione ormai insostenibile sia sul fronte della produzione sia su quello della distribuzione locale.
«I rincari del carburante – si legge in una nota – stanno impattando in maniera devastante sulla logistica quotidiana: con il gasolio che ha sfondato quota 2,12 euro al litro e la benzina salita a 2,02 euro al litro anche al self-service, le spese di trasporto registrano un incremento medio di oltre 5 euro al giorno per singolo mezzo, traducendosi in un aggravio fisso di almeno 150 euro al mese solo per la consegna del pane e dei prodotti da forno ai vari punti vendita».
«A questo scenario – prosegue la nota – si aggiungono i costi energetici per il funzionamento dei forni e dei laboratori, che continuano a gravare pesantemente sui bilanci delle piccole e medie imprese artigiane del territorio».
«Oggi le nostre aziende non sono più in grado di andare avanti a queste condizioni – dichiara con fermezza Giuseppe Bellamena –. Il caro energia e il caro carburante stanno strangolando un settore fondamentale per l'economia e per l'alimentazione quotidiana dei cittadini. Ogni giorno i panificatori affrontano costi di produzione e di consegna sproporzionati, che rischiano di far chiudere molte attività locali».
Il presidente Bellamena rivolge quindi un appello diretto alle istituzioni: «Il Governo deve intervenire immediatamente con misure straordinarie per calmierare e abbassare in modo strutturale i costi di luce, gas e carburanti. Non possiamo più accontentarci di interventi tampone o di aiuti a breve termine che non risolvono il problema alla radice. Serve una strategia decisa per tutelare il lavoro artigiano, i posti di lavoro e il prezzo finale al consumatore».

