Il 53,7% sono donne. Nel 2025 la spesa statale ha raggiunto quota 353,5 miliardi. I nuovi assegni sono 1,5 milioni. I dati Inps
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Crescono gli assegni, ma con importi inferiori alla soglia di povertà: 9,7 milioni di pensionati vivono con meno di 750 euro al mese. Il 54% sono donne. Le pensioni integrate al minimo valgono appena 595,31 euro. Le percepiscono 2.043.536 di italiani. Età ed importo (basso) degli assegni penalizzato una fetta sempre maggiore di popolazione. Abitazione, bollette, spese alimentari e mediche. Settecentocinquanta euro al mese (ed anche meno) non possono coprire il costo della vita.
Al primo gennaio 2026 l'Inps registra complessivamente 21.257.999 pensioni, in lieve aumento (+0,6%) rispetto a gennaio 2025. Il 79,2% dei trattamenti (16.840.238) è di natura previdenziale e il 20,8% (4.417.761) di natura assistenziale. Le pensioni italiane costano 353,5 miliardi di euro: 325 miliardi sono pagati dalle gestioni previdenziali (+2,3% rispetto all'anno precedente) e 28,5 miliardi da quelle assistenziali (+5,6% rispetto all'anno precedente).
L’ammontare degli assegni
Il 47,5% delle pensioni vigenti a inizio 2026, quindi 9,7 milioni su oltre 21,25 milioni di trattamenti, è inferiore a 750 euro al mese. Tra queste 4.091.750 prestazioni sono legate al reddito. Il 22,4% dei trattamenti (4.755.025) è tra i 750 e i 1.499,99 euro, ed il 6,5% (1.385.934 trattamenti) supera i tremila euro al mese. Per le donne le pensioni inferiori a 750 euro sono 6.367.348, il 53,7% dei trattamenti erogati alle femmine mentre per gli uomini le pensioni nella fascia più bassa sono 3.336.668, il 35,5% delle prestazioni ricevute dai maschi. Per le donne le pensioni superiori a 3mila euro sono appena il 2,4% del totale (279.155) mentre per gli uomini sono l'11,8% (1.106.779 assegni).
Con riferimento alle categorie, tra le prestazioni previdenziali prevalgono le pensioni di vecchiaia (70,7%, di cui il 54,8% erogato a uomini), seguite da quelle ai superstiti (24,5%, con il 13,6% a uomini) e da quelle di invalidità previdenziale (4,9%, con il 59,1% a uomini). Le prestazioni di tipo assistenziale sono costituite prevalentemente da trattamenti di invalidità civile (79,3%, con il 42,3% a uomini), mentre il restante 20,7% è rappresentato da pensioni e assegni sociali (38,2% a uomini). Sotto il profilo anagrafico, l’età media dei pensionati è pari a 74,3 anni, con una differenza tra i due generi di 4,4 anni (71,9 per gli uomini e 76,3 per le donne).
La geografia delle pensioni
Dal punto di vista territoriale, il 46,6% delle pensioni è erogato nel Nord Italia, il 31,8% nel Sud e nelle Isole e il 19,7% nel Centro, mentre l’1,8% è destinato a residenti all’estero. In termini di importi, la distribuzione territoriale dei residenti in Italia risulta pari al 51,6% nel Nord, 27,6% nel Sud e Isole, 20,8% nel Centro.
Le pensioni liquidate nel 2025
Nel corso del 2025 sono state liquidate 1.540.943 nuove pensioni (-1,8% rispetto alle nuove pensioni liquidate nel 2024), di cui il 54,2% di natura previdenziale. L’importo annualizzato complessivo delle nuove prestazioni ammonta a 18,6 miliardi di euro, pari a circa il 5,3% della spesa pensionistica totale in pagamento al 1° gennaio 2026. Tra le pensioni previdenziali di nuova liquidazione, il 62,3% è costituito da pensioni di vecchiaia, il 29,1% da pensioni ai superstiti e l’8,6% da pensioni di invalidità previdenziale. Per quanto riguarda le prestazioni assistenziali, il 92,1% delle nuove liquidazioni è costituito da trattamenti di invalidità civile, mentre gli assegni sociali rappresentano il restante 7,9%.

