Spesi 120 miliardi di euro, centrati 70 obiettivi su 159. Il ministro per gli Affari europei Tommaso Foti ha aggiornato i dati sullo stato di avanzamento dei progetti del Piano nazionale di ripresa e resilienza. L’Italia ha incassato 166 miliardi su 194 miliardi stanziati dall’Ue, l’86% del totale, e si prepara a ricevere la nona rata dei pagamenti e sta preparando la decima rendicontazione. Un percorso, quello del Pnrr, ostacolato dagli effetti economici scaturenti dalla guerra in Ucraina.

L’aumento dei costi delle materie prime hanno condizionato la partecipazione agli appalti da parte di molte imprese. Così ha detto il ministro durante il suo intervento al convegno dal titolo “L'Italia del Pnrr” che si è svolto al Museo della Scienza e della Tecnologia di Milano.

L'Italia sta recuperando

«Si è dovuto ricucire un piano - ha spiegato Foti - e l'abbiamo fatto nel migliore dei modi attraverso due sostanziali riprogrammazioni. Stiamo preparando la richiesta all’Ue per la decima rata - ha detto - e probabilmente entro giugno, primo limite entro il quale rendicontare i 159 obiettivi all'Unione Europea, ne rendiconteremo più di 70. Entro agosto - ha aggiunto - ci sarà la rendicontazione della differenza degli obiettivi con una spesa certificata al 30 aprile di circa 120 miliardi di euro, più altri 24 di strumenti finanziari». Questi fondi, ha detto il ministro per gli Affari europei consentiranno il raggiungimento e la conclusione di alcuni programmi strategici oltre il 30 agosto del 2026».

Pagamenti al top, progetti ancora in ritardo

Al ReGiS, la piattaforma unica di raccolta dei dati, risultano conclusi poco meno di 60mila dei 122.079 progetti finanziati. Nei giorni scorsi la Corte dei conti aveva segnalato «criticità» sulla «gestione degli investimenti per l’assistenza territoriale, l’innovazione tecnologica e la digitalizzazione». A questo si aggiungono «ritardi attuativi e operativi» con «divari territoriali, che riguardano soprattutto il Mezzogiorno».

I finanziamenti alla sanità

I ritardi ed i divari che secondo la Corte rendono disomogeneo il quadro degli investimenti riguardano le Case e gli Ospedali di comunità. Secondo la Corte lo stato di realizzazione degli interventi previsti nell'ambito del Pnrr «evidenziano uno stato di avanzamento inferiore» nelle regioni del Mezzogiorno.

I fondi alle regioni

Le regioni che hanno ottenuto i maggiori finanziamenti sono la Lombardia (7,2 miliardi), la Campania (7,1 miliardi), la Sicilia (5,7 miliardi), la Puglia (5,3 miliardi) e il Lazio (5 miliardi). La magistratura contabile ha evidenziato che esiste una «distanza tra avanzamento amministrativo, completamento fisico e reale capacità di trasformare le risorse in opere, servizi e benefici effettivi per i territori». Tra le diverse aree del Paese, sostiene ancora la Corte, le differenze sono molto evidenti sia nell’attuazione sia nella dinamica della spesa.

I progetti realizzati

Alcune regioni registrano percentuali di progetti completati superiori al 60%. La Valle d’Aosta è in testa, seguita dalla Lombardia, dal Piemonte, dal Molise e dalla Sardegna. Sul fronte opposto nelle aree in ritardo non arrivano al 40%. La Sicilia risulta al momento ultima. In posizione molto arretrata anche Puglia, Trentino-Alto Adige, Basilicata, Lazio, Umbria, Calabria, Emilia-Romagna e Campania.

Il dopo Pnrr

La Corte dei conti ha più volte evidenziato la necessità di programmare, ai diversi livelli, successivamente alla chiusura dei cantieri, un piano di gestione specifico delle opere realizzate. La magistratura contabile ha segnalato il rischio che limiti di ordine amministrativo ed organizzativo potrebbero vanificare gli investimenti fatti.