Trovati i fondi per la copertura quasi integrale del credito di imposta chiesto da oltre 7mila imprese. Disponibili 4,25 miliardi
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Un miliardo e mezzo per gli esodati di Transizione 5.0. Il Governo ha trovato i soldi e lo ha fatto a tempo di record. Una parte della somma recuperata, parliamo di 1,3 miliardi, era già prevista nella manovra 2026 ma all’ultimo era stata tagliata per finanziare altre voci di bilancio. Il ministero dell’Industria ha stanziato i restanti 200 milioni. In questo modo le quote di credito di imposta per le imprese finanziabili per investimenti in beni strumentali e innovazione energetica avranno copertura pari, rispettivamente, al 90% e al 100%. Un provvedimento che soddisfa appieno le richieste di Confindustria che appena tre giorni fa aveva giudicato i contenuti del Decreto fiscale non coerenti con i piani di finanziamento del Governo. Palazzo Chigi aveva deciso la drastica riduzione dei fondi per l’iperammortamento degli investimenti delle imprese a causa della crisi in Medio Oriente.
Ministero dell’Economia, ministewro dell’Industria e ministero degli Affari europei hanno trovato la quadra e i soldi. Il ministro dell’Industria, Adolfo Urso, ha annunciato che ci sono 4,25 miliardi per coprire le richieste delle 7.417 imprese rimaste in lista d’attesa dal 7 novembre 2025. Ai 2,75 miliardi già stanziati si aggiunge l’intero fondo da 1,3 miliardi previsto in legge di Bilancio, che il decreto fiscale avrebbe invece limitato a 537 milioni, più ulteriori 200 milioni per coprire integralmente la componente Fer. Il totale dedicato a Transizione 5.0 sale così a 4,25 miliardi, su un fabbisogno stimato di 4,40 miliardi per raggiungere la copertura completa delle richieste. Nel triennio 2026-2028 le imprese beneficeranno di 13,6 miliardi di credito di imposta. Confindustria prevede che le misure finanziarie diventeranno operative entro maggio.

