Le guerre continuano a devastare il patrimonio culturale. In Iran decine di monumenti e musei sono danneggiati, mentre archeologhe iraniane e l’Unesco monitorano i danni e chiedono protezione urgente
Tutti gli articoli di Italia Mondo
PHOTO
Negli ultimi anni, le guerre in Medio Oriente hanno messo a rischio la storia e la cultura della regione, dalla Siria e Gaza fino al Libano e oggi anche all’Iran. Molti siti archeologici e culturali, inclusi quelli protetti dall’Unesco, sono stati distrutti o gravemente danneggiati. La ricostruzione richiederà anni, e alcune perdite sono ormai irreversibili.
Nonostante le convenzioni internazionali, luoghi di culto e monumenti storici sono diventati bersagli militari, un fenomeno evidente a Gaza — dove 164 siti sono stati distrutti — e ora confermato in Iran. Secondo il ministero del Turismo iraniano, nelle prime due settimane del conflitto, 56 edifici di rilevanza culturale hanno subito danni, tra cui musei e monumenti storici.
A Teheran, il Palazzo del Golestan, colpito da frammenti di missile il 2 marzo, richiederà almeno due anni di restauri. Altri luoghi colpiti includono il Gran Bazar e l’ex edificio del Senato. Come ha spiegato il ministro della Cultura Reza Salehi Amiri ad Al Jazeera: «Non stiamo parlando di pietre e malta. Stiamo parlando della memoria e della storia di un popolo. Rappresenta ciò che siamo».
Ahmad Alavi, capo della commissione per il Patrimonio culturale di Teheran, stima che almeno 120 siti in tutto il paese siano stati finora danneggiati, tra cui il Palazzo di Marmo, la casa Teymourtash e il complesso del palazzo Saadabad.
Monitorare i danni è complicato a causa del blocco di internet e delle telecomunicazioni e della difficoltà di ottenere immagini satellitari aggiornate. L’Unesco, pur verificando attentamente ogni segnalazione, conferma danni significativi al palazzo Golestan, al Chehel Sotoun di Isfahan e alla moschea Masjed e Jame, così come in grotte preistoriche nella valle di Khorramabad.
Per contrastare la distruzione, ricercatrici come Sepideh Maziar e Mehrnoush Soroush hanno sviluppato mappe interattive che geolocalizzano i siti danneggiati in Iran, fornendo stime aggiornate sul deterioramento.
L’Unesco ha lanciato un appello alle parti in conflitto per proteggere non solo il patrimonio culturale, ma anche scuole e università, minacciate dagli attacchi. Come sottolinea l’organizzazione: proteggere questi luoghi è fondamentale non solo per la salvaguardia della memoria, ma anche per la resilienza e la pace futura.
Le misure di prevenzione esistono: le coordinate dei siti sono state comunicate a tutte le parti in guerra per limitare i danni, ma il rischio persiste, mentre il patrimonio culturale della regione continua a essere messo alla prova dalle bombe.


