Adesso nel caso Garlasco entra perfino la Nasa. O meglio: un software utilizzato dall’agenzia spaziale americana per analizzare lo spettro cromatico dei corpi celesti. Ed è proprio questo programma ad aver prodotto una delle nuove immagini destinate a far discutere sulla cosiddetta “impronta 33”, la traccia repertata sul muro vicino alle scale dello scantinato della villetta di Chiara Poggi.

Secondo la nuova consulenza tecnica presentata dai consulenti del team legale di Alberto Stasi, quell’impronta mostrerebbe possibili tracce di sangue.

Il software della Nasa usato nelle indagini su Garlasco

La consulenza è stata realizzata dal chimico forense Oscar Ghizzoni e mostrata durante la trasmissione Mattino Cinque.

Il cuore dell’analisi sta nell’utilizzo di un software capace di esaminare le variazioni cromatiche dei singoli pixel all’interno di immagini ad altissima definizione.

Si tratta di uno strumento nato per studiare le differenze cromatiche dei corpi celesti e delle immagini spaziali, ma che in questo caso sarebbe stato applicato alle fotografie dell’impronta 33 repertata nella casa di Garlasco. Continua a leggere su LaCapitaleNews.it