Garlasco, le gemelle Cappa dai carabinieri sul delitto di Garlasco. Paola Cappa è stata ascoltata questa mattina per oltre due ore dai carabinieri negli uffici della caserma Montebello di via Vincenzo Monti, a Milano. Nessuna dichiarazione all’uscita, nessun commento davanti ai giornalisti presenti.

La donna, cugina di Chiara Poggi, è stata sentita come persona informata sui fatti nell’ambito del nuovo filone d’indagine aperto dalla Procura di Pavia. Si è presentata senza avvocati, non essendo indagata, ed è stata interrogata dagli investigatori dell’Arma senza la presenza dei pm titolari del fascicolo.

Paola Cappa ascoltata per ore: silenzio totale all’uscita

L’audizione si è protratta per un paio d’ore e si è conclusa poco dopo le 13. Paola Cappa ha lasciato la caserma senza rilasciare dichiarazioni, evitando ogni contatto con i cronisti assiepati all’esterno.

Un silenzio che conferma la linea di estrema prudenza adottata finora da chi viene ascoltato in questa fase dell’inchiesta, ormai arrivata a un passaggio delicato.

Stefania Cappa in caserma nel pomeriggio

Nel primo pomeriggio è arrivata anche Stefania Cappa, sorella gemella di Paola, a sua volta convocata come testimone.

Anche lei è entrata in caserma in modo riservato, anticipando leggermente l’orario previsto.

Le due cugine di Chiara Poggi non sono indagate, ma il loro ascolto rientra nella strategia degli inquirenti di ricostruire con precisione i rapporti familiari e i movimenti nei giorni precedenti al delitto.

Il nuovo filone e il nodo Sempio

Le audizioni delle gemelle Cappa si inseriscono nella nuova indagine che vede Andrea Sempio indagato per omicidio. Un’inchiesta che, a distanza di anni, prova a rileggere elementi già noti e a verificare eventuali aspetti rimasti in ombra.

Per il delitto di Chiara Poggi, avvenuto il 13 agosto 2007 nella villetta di Garlasco, è già stato condannato in via definitiva l’ex fidanzato Alberto Stasi. Il nuovo filone investigativo, però, ha riaperto il quadro, riportando sotto la lente testimonianze e dinamiche familiari. Continua a leggere su La Capitale.