Joe Kent, il capo dell'anti-terrorismo americano che si è dimesso in disaccordo con la guerra in Iran, è stata finora una figura molto popolare fra i sostenitori di Donald Trump per la sua esperienza nell'esercito (11 missioni di combattimento come Berretto Verde) e la sua storia personale, segnata dalla tragedia della perdita della moglie in Siria, uccisa durante un attacco suicida dell'Isis nel 2019, lasciandolo vedovo e con due bambini piccoli da crescere. Un incidente che lo ha segnato e che nella lettera di dimissioni a Trump ha ricordato.

Kent, ha assunto l'incarico nell'amministrazione la scorsa estate, dopo essere stato confermato dal Senato con con 52 voti a favore e 44 contrari. Durante l'audizione per la sua conferma, ha rifiutato di prendere le distanze dalla teoria cospirativa secondo la quale gli agenti federali hanno istigato l'attacco al Congresso, e dalla 'big lie' delle elezioni rubate del 2020, quando alla Casa Bianca era arrivato Joe Biden al posto di Trump. Una presa di posizione con cui aveva mostrato lealtà al presidente, ma che non gli è bastata di fronte alla guerra in Iran.

Prima di entrare a far parte dell'amministrazione Kent aveva cercato senza successo per ben due volte di candidarsi al Congresso per lo stato di Washington. Durante la sua campagna nel 2022, Kent pagò Graham Jorgensen, membro del gruppo dell'estrema destra dei Proud Boy, per alcune consulenze, e lavorò anche con Joey Gibson, il fondatore del gruppo nazionalista cristiano Patriot Prayer. Kent ha avuto anche contatti con Nick Fuentes, l'influencer di destra convinto che gli ebrei tengano gli Stati Uniti "in ostaggio" e che "Hitler aveva ragione".

Nato a Sweet Home, in Oregon, e cresciuto a Portland, si è arruolato nell'esercito a 18 anni. Ha conseguito una laurea presso la Norwich University prima di prestare servizio per 20 anni nelle Forze Speciali (i Berretti Verdi) e nel 75º Reggimento Ranger. Dopo il ritiro nel 2018, ha lavorato come funzionario paramilitare nel Centro attività speciali della CIA, lasciando l'incarico dopo la morte della moglie.

Nel suo ruolo di direttore dell'anti-terrorismo, Kent è stato uno dei consiglieri della direttrice dell'Intelligence Tulsi Gabbard e uno dei sostenitori della necessità di adottare un approccio più moderato nella politica estera. Gabbard in passato non ha mai nascosto la sua contrarietà a una guerra con l'Iran, sostenendo negli anni scorsi che avrebbe fatto apparire i conflitti in "Iraq e in Afghanistan come dei picnic". Da quando è iniziata l'operazione contro Teheran, Gabbard non ha mai pubblicato sui suoi account social nulla in riferimento all'Iran.