Da Oracle a Nvidia, passando per Boeing e Dell: gli investimenti del presidente coincidono con accordi governativi e impennate in Borsa, mentre cresce il dibattito
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Il tycoon americano non smette di stupire. Da quanto emerge dall’US Office of Government Ethics, Donald Trump non ha personalmente avvertito il colpo della guerra da lui voluta e dalla crisi mondiale, anzi, la sua posizione lo aiuta ad indirizzare il mercato dove più gli conviene.
Da gennaio a marzo 2026 il presidente americano ha concluso 3.642 operazioni in borsa. In media, tra titoli comprati e titoli venduti Trump avrebbe concluso cinquanta operazioni ogni giorno.
Non è ovviamente lui davanti i monitor della Casa Bianca a stabilire quando aprire o chiudere una posizione, non ne avrebbe neanche il tempo visti i numeri registrati. Ma allora chi c’è dietro? Formalmente il suo portafogli azionario è gestito dai figli Donald Jr ed Eric ma, si pensa ragionevolmente, potrebbero essere tante le persone a lavorare per il portafogli azionario del presidente americano.
Sin qui, potrebbe non esserci nessuna stranezza visto l’uomo di cui si sta parlando, ovvero un imprenditore, ma la stranezza si ravvede quando l’imprenditore utilizza il suo status presidenziale per far oscillare il mercato ovviamente in suo favore.
Dove ha investito il Presidente e cos’ha fatto
Non è un caso che i suoi investimenti siano circoscritti ad aziende americane che, il caso vuole, subito dopo i suoi investimenti hanno aumentato il loro valore.
Meta, la holding che ha in proprietà Facebook, Microsoft, Broadcom - azienda leader nel settore AI americano – ed Oracle.
Proprio con quest’ultima la prima stranezza: il presidente Trump, investendo centinaia di migliaia di euro su quest’azienda, ha acquistato tanti titoli della stessa. L’accordo è stato concluso il 12 gennaio 2026. La data è fondamentale poiché pochi giorni dopo l’azienda acquisterà l’azioni della piattaforma TikTok negli Stati Uniti. Non lo farà, però, “in solitaria”, bensì sotto la supervisione del governo americano.
Non è un caso isolato, anzi se vogliamo non è neanche il peggiore: il 10 febbraio il presidente americano acquistava titoli dell’azienda Dell Technologies, per valore pari a diversi milioni di dollari. Poco tempo prima, però, i titolari dell’azienda, la famiglia Dell, versava 6 milioni di dollari nella Trump Account Initiative, ovvero un progetto tutto americano a sua conduzione che punta a formare dei mini-portafogli azionari d’investimento per i neonati in America. Non finisce qui, l’8 maggio (appena due settimane fa), il presidente americano in uno dei suoi discorsi fece un encomio all’azienda ed un invito a tutti gli americani: «andate e comprate Dell». Solo in quel giorno l’azienda ha registrato un +12% sul valore del suo titolo. Titolo che Trump tiene stretto nel suo portafogli.
Si badi: “altri casi” significa “altri guadagni” e qui di casi, pare ce ne siano abbastanza.
L’azienda americana “Boeing” concluderà grazie al presidente Trump un accordo con la Cina, fortemente sostenuto anche dal governo. Stesso copione. Prima che l’accordo venisse annunciato Trump aveva ordinato ai suoi figli (forse non solo loro?) di comprare titoli. Detto, fatto.
Nvidia, colosso mondiale del suo settore, sta vivendo uno dei suoi momenti migliori dalla nascita. Trump, è anche in questo caso un investitore affezionato: investe circa un milione di dollari ma come ben si potrà intuire, la scelta non è casuale. Dopo il suo ingresso come investitore, a Nvidia sarà concesso di vendere chip avanzati alla Cina, non proprio un paese alleato degli USA. Strano?
Ultimo caso, dove però Trump sceglie di metterci proprio la faccia, quello dell’azienda Doordash, che come ben si può intuire dal nome il suo settore è il delivery, le consegne a domicilio.
Investe nell’azienda ed il 13 aprile ordina un pasto e, ripreso dalle tivù americane, andrà lui a ritirarlo alla porta della Casa Bianca facendo anche complimenti per il servizio.
Roba di ordinaria amministrazione: un Presidente degli Stati Uniti d’America che accoglie a casa un fattorino che lo aspetta insieme a tanti giornalisti.
Sia chiaro, ciò che Trump fa, è concesso, ma prassi vuole che i portafogli azionari dei vari inquilini della Casa Bianca siano sempre affidati a dei fondi (blind trust) di cui il presidente ignora l’attività.
E se anche questo fosse un blind trust? Ipotesi esclusa. Nella dichiarazione fatta e data all’US Office si legge la firma proprio di Donald Trump, neanche dei suoi due figli.
Escluso ovviamente che non sia lui ad aprire le sue posizioni azionari, né i due figli, chi nell’atto pratico gestisca il suo impero azionario è cosa riservata.
Ma a quanto ammonta il valore complessivo degli investimenti? Non vi è una cifra specifica, ma le stime rilasciate dallo stesso ufficio attestano un valore tra i 220 ed i 750 milioni di euro.
Questo, in tre mesi. Questo, mentre una guerra da lui cominciata sembra non vedere una fine.

