Attacchi congiunti senza feriti né fuoriuscita di materiale radioattivo. I dati della Mezzaluna iraniana sulle conseguenze per i civili: danneggiati oltre 92mila edifici
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On March 1, Israel and the United States targeted key and sensitive areas in Tehran with missile attacks. Tehran, Iran, 01,march, 2026 Ahmadvand/SIPA Tehran, Iran — March 1, 2026 — United States and Israeli military forces conducted large-scale air and missile strikes on Tehran and other strategic targets as part of a coordinated operation against Iran’s leadership and defense infrastructure. The strikes, which reportedly included attacks on government and military command centers, have led to significant casualties and triggered retaliatory missile launches by Iranian forces at U.S. and allied bases in the region. Global reactions have varied from condemnation to calls for de-escalation. //FARNOOD_Sipa.22008/Credit:AHMADVAND/SIPA/2603020954
Attacchi congiunti di Stati Uniti e Israele hanno colpito diversi siti sensibili del programma nucleare iraniano, mentre da Washington emergono indicazioni su un conflitto destinato a protrarsi ancora per settimane. Secondo quanto riferito dall'Organizzazione per l'energia atomica dell'Iran, un raid ha interessato l'impianto di produzione di "yellowcake" ad Ardakan, nella provincia di Yazd, senza provocare fuoriuscite di materiale radioattivo. La "yellowcake" rappresenta una fase chiave del ciclo di lavorazione dell'uranio. Parallelamente, l'Aeronautica militare israeliana ha colpito anche il reattore ad acqua pesante di Khondab, vicino ad Arak, nella provincia di Markazi, anch'esso senza vittime né dispersioni radioattive.
Le Forze di difesa israeliane (Idf) hanno sottolineato che quest'impianto costituiva "un sito chiave per la produzione di plutonio per armi nucleari" e "una risorsa economica significativa per il regime, fungendo da fonte di entrate per l'Organizzazione per l'energia atomica dell'Iran e generando ogni anno decine di milioni di dollari".
Sul piano politico-militare, intanto, il segretario di Stato Usa Marco Rubio ha indicato che la guerra con l'Iran "continuerà per altre due, quattro settimane", secondo quanto riferito dal sito "Axios", sottolineando la determinazione degli Stati Uniti a raggiungere i propri obiettivi.
Nel frattempo, le Forze di difesa israeliane hanno annunciato di aver avviato una nuova fase di attacchi contro infrastrutture del "regime iraniano" in diverse aree del Paese, mentre operazioni parallele hanno colpito anche obiettivi industriali, tra cui un impianto siderurgico a Isfahan, dove si registrano vittime.
Il conflitto continua inoltre a produrre un impatto crescente sulla popolazione civile. Secondo la Mezzaluna rossa iraniana, oltre 92mila edifici civili sono stati danneggiati dall'inizio delle ostilità il 28 febbraio, tra cui abitazioni, strutture sanitarie e scuole. Sul fronte regionale, l'escalation coinvolge anche il Libano, dove le Idf hanno annunciato "ulteriori piani significativi" contro Hezbollah. Secondo fonti israeliane, almeno 770 miliziani del gruppo sciita sono stati uccisi dall'inizio di marzo, mentre il ministero della Salute libanese riferisce di oltre 1.100 morti complessivi negli attacchi israeliani.
In Iraq, intanto, cresce la preoccupazione per il ruolo delle milizie armate. Il presidente del Consiglio superiore della magistratura, Faiq Zaidan, ha avvertito che azioni autonome di gruppi armati rappresentano una minaccia diretta alla sovranità nazionale, in un contesto segnato da attacchi rivendicati da fazioni filo-iraniane contro obiettivi statunitensi nella regione. Sul piano della sicurezza, si segnala anche un attacco informatico attribuito a hacker legati all'Iran, che avrebbero violato l'account personale del direttore dell'Fbi, Kash Patel, diffondendo documenti e immagini. Nel frattempo, da ambienti dell'opposizione iraniana emergono timori per un possibile esito del conflitto che lasci invariato l'attuale assetto di potere a Teheran, scenario definito "il peggiore" da analisti critici del governo.

