È scattata alle 23 ora italiana la tregua di 10 giorni fra Israele e Libano. L'aveva annunciata Donald Trump sul suo social Truth. «I due Paesi si sono incontrati martedì per la prima volta in 34 anni a Washington con il grande segretario di Stato Marco Rubio», ha detto Trump. «È stato un onore risolvere 9 guerre nel mondo, questa sarà la decima», ha aggiunto.

«Israele non si ritira»

Israele ferma gli attacchi ma, come spiega Netanyahu, non si ritirerà dalle posizioni nel sud del Libano. «Rimarremo in una zona di sicurezza di 10 km, questo ci consentirà di evitare incursioni nelle comunità e prevenire il lancio di missili anticarro» da parte di Hezbollah. «Rimaniamo in Libano in una zona di sicurezza ampliata, non ce ne andiamo», dice il premier.

«Nei colloqui, abbiamo due richieste: il disarmo di Hezbollah è un accordo di pace sostenibile da una posizione di forza», aggiunge. Nelle ultime 24 ore, le Idf rendono noto di aver colpito 380 obiettivi di Hezbollah.

Hezbollah, che si oppone a negoziati diretti tra Tel Aviv e Beirut, è orientato a rispettare la tregua, come afferma il parlamentare Ibrahim Moussawi alla Cnn. «Finché le forze di occupazione fermano la loro aggressione e non violano il cessate il fuoco, lo rispetteremo», dice l'esponente.