L’incertezza globale esplode sui mercati: gli attacchi a giacimenti iraniani e le minacce di Teheran alle infrastrutture energetiche della regione fanno impennare i prezzi di petrolio e gas e trascinano le Borse europee in rosso.

A Milano il Ftse Mib perde il 2,2% a 43.761 punti. Inwit crolla del 20% dopo l’accordo tra Tim, Fastweb e Vodafone per nuove torri, seguita da Prysmian (-4,2%), Unicredit (-3,7%) e StM (-3,64%). Eni guadagna l’1,67% grazie al rialzo del Brent.

Sul fronte energetico il Brent sale fino a 116 dollari al barile (+8,2%), mentre il WTI raggiunge i 97 dollari. Il gas europeo tocca in apertura il picco di 74€/MWh, per poi ripiegare a 66€/MWh (+24% rispetto ai valori precedenti). Oro e argento precipitano rispettivamente del 5% e oltre il 10%.

Lo spread Btp-Bund supera gli 82 punti, con il decennale italiano al 3,8%. L’Oat francese è al 3,65%, il decennale tedesco sfiora il 3%. Sul fronte valutario, l’euro resta stabile a 1,1450$.

Anche l’Asia chiude in rosso: Tokyo -3,38%, Hong Kong -2%, Shenzhen -2,27%, Shanghai -1,39%, Seul -2,7%. La BoJ lascia invariati i tassi, aumentando i timori sull’inflazione, mentre i segnali restrittivi della Fed pesano sul sentiment globale in attesa della Bce.

Gli analisti evidenziano che il conflitto in Iran ha aperto una nuova fase di forte volatilità sui mercati energetici. Ricardo Evangelista, senior analyst di ActivTrades, sottolinea: «L’interruzione dei mercati energetici potrebbe estendersi oltre lo Stretto di Hormuz e compromettere la capacità produttiva di uno dei principali centri di estrazione al mondo».