Il segretario di Stato americano Marco Rubio sarà oggi, 8 maggio alle 11.30, a Palazzo Chigi per l’atteso incontro con la presidente del Consiglio Giorgia Meloni. Una visita definita “di cortesia” da ambienti di governo, ma che assume anche il valore di un tentativo di riallacciare i rapporti dopo le tensioni delle ultime settimane, alimentate dalla raffica di attacchi di Donald Trump. Il faccia a faccia arriva inoltre all’indomani della visita in Vaticano, dove il segretario di Stato americano ha incontrato Papa Leone XIV, anche lui finito nel mirino del tycoon.

Sul tavolo del colloquio tra Meloni e Rubio ci saranno soprattutto la crisi iraniana e il nodo energetico. L’Italia, riferiscono fonti di governo, confermerà la propria linea sullo Stretto di Hormuz: disponibilità a fornire cacciamine per eventuali operazioni di sminamento nell’area, snodo cruciale per il commercio internazionale, ma solo dopo il via libera del Parlamento e all’interno di una cornice internazionale condivisa. È probabile inoltre che Meloni affronti con Rubio anche il tema degli attacchi rivolti da Trump all'Italia, accusata dal capo della Casa Bianca di non aver garantito un sostegno adeguato sul dossier iraniano. Il presidente americano aveva addirittura ipotizzato un parziale ridimensionamento della presenza militare statunitense nelle basi italiane.

Tra i dossier ci sarà probabilmente anche il Libano e il futuro della missione Unifil, mentre nel Paese continua la massiccia offensiva israeliana. Ieri un razzo è caduto all’interno della base di Shama, sede del contingente italiano di Unifil Sector West. Nessun ferito tra i militari italiani, ma sono stati registrati lievi danni a un mezzo.

Del Libano, Rubio discuterà anche con il ministro degli Esteri Antonio Tajani. «Naturalmente parleremo della situazione internazionale, delle relazioni bilaterali. Gli Stati Uniti sono un nostro alleato fondamentale e crediamo fortemente nelle relazioni transatlantiche», ha detto il titolare della Farnesina aggiungendo che «se ci sono dei punti dove non si è d'accordo lo si dice, ma questo non significa che non essere d'accordo su alcune questioni venga meno la alleanza transatlantica perché l'Europa ha bisogno degli Stati Uniti, ma è altrettanto vero che gli Stati Uniti hanno bisogno dell'Europa».