Gli Stati Uniti rinviano gli attacchi all'Iran dopo colloqui «molto buoni e produttivi degli ultimi due giorni». Lo afferma Donald Trump su Truth.

Il presidente ha dichiarato di aver dato istruzioni all'esercito statunitense di rinviare «tutti gli attacchi militari contro le centrali elettriche e le infrastrutture energetiche iraniane» in seguito a due giorni di «conversazioni molto positive e produttive» con l'Iran su «una completa e totale risoluzione delle nostre ostilità nel Medio Oriente».

Il tycoon ha indicato che la pausa durerà cinque giorni ed è subordinata al «successo degli incontri e delle discussioni in corso».

Ma l’agenzia di stampa iraniana Fars, citando una fonte, afferma che non ci sarebbero comunicazioni dirette o indirette con gli Stati Uniti.

Fars, ripresa da Reuters on line, ha anche affermato che Trump ha fatto marcia indietro sull'idea di colpire le centrali elettriche iraniane dopo che l'Iran aveva minacciato di colpire a sua volta le centrali elettriche in tutto il Medio Oriente.

Le condizioni dell’Iran per la fine della guerra

Intanto l’Iran ha posto sei condizioni per porre fine alla guerra con gli Stati Uniti e Israele: a renderle note l’agenzia Tasnim, vicina al regime. Eccole:

  1. la garanzia che il conflitto non si ripeta;
  2. la chiusura delle basi militari statunitensi nella regione;
  3. il pagamento di un risarcimento all'Iran;
  4. la fine della guerra contro tutti i gruppi regionali affiliati all'Iran, come Hezbollah;
  5. l'attuazione di un nuovo regime giuridico per lo Stretto di Hormuz;
  6. il perseguimento penale e l'estradizione degli operatori dei media anti-iraniani.

Condizioni che, però. sembrano difficilmente accettabili dagli Stati Uniti. 

Giravolta della Borsa di Milano 

Intanto l’annuncio di Trump ha effetto sull’andamento delle Borse. Milano sale del 2,45% con il Ftse Mib a 43.675 punti. Lo spread che ha raggiunto un massimo a 104 punti scivola a 84 punti base con il rendimento del decennale italiano che scende al 3,8%.

Anche l'Europa cambia passo. Lo stoxx 600 gira a +1% con la spinta del tech e degli industriali mentre si appesantisce l'energia con il petrolio che gira in calo. Il brent cede il 10% a 88,5 dollari e il brent perde il 9,6% a 101 dollari.

L'oro è passato in rialzo a 4.389 dollari l'oncia (+2,65%), così come l'argento a 67,6 dollari (+5,5%). Tra le singole Piazze Francoforte sale del 3,3%, Parigi del 2,62%, Milano dell'1,85%.

Anche il prezzo del petrolio è in discesa. Il wti scivola a 90 dollari (-8,7%) dopo che in mattinata ha toccato un massimo a a 100,68 dollari. Anche il Brent mette la retromarcia e si porta a 104,5 dollari (-7%) dagli iniziali 113,7 dollari al barile

Questa mattina si era allargato lo spread tra Btp e Bund. Il differenziale era salito a 104,5 punti base, aggiornando i massimi da maggio dello scorso anno. Le Borse europee avevano aperto in rosso, insieme alle Piazze di Giappone e Corea del Sud e il pezzo del petrolio era salito.