La Svizzera non invierà più copie delle fatture alle famiglie delle vittime. Lo ha annunciato su X il presidente della Confederazione elvetica, Guy Parmelin, dopo aver incontrato la premier Giorgia Meloni a margine del vertice della Cpe a Yerevan. «Ho confermato a Meloni - ha scritto - che la Confederazione esaminerà la questione della fatturazione delle prestazioni ospedaliere tra gli Stati interessati, sulla base delle disposizioni legali vigenti. Queste spese saranno coperte dall'aiuto alle vittime, nella misura in cui non sono coperte dalle assicurazioni».

Nel corso del confronto, riferisce Palazzo Chigi, Meloni ha raccolto "l’impegno politico" del presidente Parmelin affinché alle famiglie dei ragazzi italiani, colpiti dalla tragedia di Crans Montana «non venga richiesto alcun onere relativo alle cure ospedaliere prestate in Svizzera».

Nell'aprile scorso, dopo la tragedia di Crans Montana a Capodanno, le famiglie dei ragazzi italiani feriti hanno ricevuto una richiesta via e-mail per le cure, prestate negli ospedali svizzeri. Conti da 17mila a 66mila euro. Migliaia di euro anche per poche ore di ricovero, prima del trasporto d'urgenza in elicottero a Milano.

Fatture, che hanno suscitato disappunto e dispiacere nei genitori dei giovani pazienti, ancora adesso alle prese con il lungo percorso di recupero dopo i gravi danni subiti. Immediata la risposta politica. La presidente del Consiglio Giorgia Meloni aveva definito la richiesta «ignobile» auspicando una diversa soluzione da parte delle autorità svizzere.