Clima tesissimo in casa repubblicana dopo che Carson, Kelly, Owen e Jones hanno criticato il presidente Usa per la guerra in Iran. La replica sferzante («sono dei pazzi») accende le polemiche e può pesare sulle elezioni di midterm
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epa10289144 Former President Donald Trump speaks at a rally for Mehmet Oz, Republican Senate candidate from Pennsylvania, in Latrobe, Pennsylvania, USA, 05 November 2022. The US midterm elections are held every four years at the midpoint of each presidential term and this year include elections for all 435 seats in the House of Representatives, 35 of the 100 seats in the Senate and 36 of the 50 state governors as well as numerous other local seats and ballot issues. EPA/JIM LO SCALZO
I rapporti tra Donald Trump e la base Maga si fanno sempre più tesi. Il presidente degli Stati Uniti si è scagliato con rabbia contro diversi noti commentatori conservatori che lo hanno criticato per la guerra contro l’Iran definendoli «pazzi» in cerca di attenzioni. «Sono stupidi, lo sanno loro, lo sanno le loro famiglie e lo sanno tutti!», ha scritto Trump in un’invettiva di quasi 500 parole su Truth.
Nel mirino del presidente c’erano Tucker Carlson e Megyn Kelly, due ex conduttori di Fox News diventati podcaster indipendenti, così come Candace Owens e Alex Jones, anch’essi podcaster e noti teorici della cospirazione. Tutti e quattro hanno criticato apertamente Trump per la guerra, rimproverandolo di aver abbandonato le promesse pacifiste fatte in campagna elettorale e, in misura diversa, accusandolo di aver ceduto alle pressioni di Israele per avviare il conflitto.
Le loro critiche hanno messo in luce una spaccatura tra i sostenitori di Trump sulla guerra, un potenziale rischio politico di grande portata per il Partito Repubblicano in vista delle elezioni di midterm di novembre.
«Non hanno la stoffa, e non l’hanno mai avuta! Sono stati tutti cacciati dalla televisione, hanno perso i loro programmi e non vengono nemmeno più invitati in TV perché a nessuno importa di loro, sono dei PAZZI, dei PROBLEMATICI che direbbero qualsiasi cosa pur di ottenere un po’ di pubblicità ‘gratuita’ e a buon mercato», ha scritto Trump.
Sebbene tutti e quattro abbiano sostenuto il movimento Make America Great Again, alcuni hanno avuto dei contrasti con il Presidente. Durante la prima campagna presidenziale di Trump, Kelly, all’epoca conduttrice di Fox News, gli chiese di commentare alcune sue affermazioni denigratorie nei confronti delle donne e Trump replicò con una battuta sulla comica Rosie O’Donnell, sua storica nemica, e in seguito ha suscitato polemiche insinuando che Kelly gli avesse posto una domanda scomoda perché aveva le mestruazioni. «Si vedeva che le usciva sangue dagli occhi, sangue da tutte le parti», disse Trump all’epoca.
Ancora ieri Trump ha fatto riferimento alla vicenda, affermando che Kelly «mi ha posto in modo sgradevole la ormai famosa» domanda e ha attaccato personalmente gli altri tre, criticando Carlson per non essersi laureato e arrivando a sperare che Brigitte Macron vinca la causa per diffamazione intentata contro Candace Owens per aver messo in dubbio che la first lady francese sia donna. Trump ne ha avute anche per Jones che, ha detto, merita di fallire dopo aver perso la causa per aver definito una bufala la strage nella scuola Sandy Hook.
Owens, da parte sua, ha replicato con un breve post su X: «Forse è ora di mandare il nonno in una casa di riposo». Sempre su X Jones ha ribadito di «non sostenere più Trump e di essergli molto grato per aver chiarito che non ha più nulla a che fare con lui». «Il nuovo Trump è un guscio marcio del vecchio Trump», ha aggiunto.

