Proposti negoziati su Hormuz, ma Washington resta scettica. Il segretario statunitense tra Vaticano e Roma per il “disgelo”
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Le tensioni tra Stati Uniti e Iran tornano a salire, tra ipotesi di nuovi scenari militari e tentativi di riaprire il dialogo diplomatico. Il presidente americano Donald Trump ha dichiarato di essere pronto a valutare una possibile ripresa degli attacchi contro Teheran, precisando tuttavia di voler prima esaminare il piano inviato dalla Repubblica islamica per un accordo.
Secondo quanto riferito, Trump ha già espresso forti dubbi sulla proposta iraniana, ritenendola difficilmente accettabile. Il piano prevede un mese di negoziati finalizzati alla riapertura dello Stretto di Hormuz, snodo strategico per il traffico energetico globale.
In questo contesto, emergono anche sviluppi sul piano operativo: una superpetroliera iraniana, secondo quanto riportato dall’agenzia Anadolu, sarebbe riuscita a eludere il blocco statunitense e a raggiungere l’estremo Oriente, alimentando ulteriormente le tensioni nella regione.
Parallelamente, si muove la diplomazia americana. Il segretario di Stato Marco Rubio è atteso in Italia tra giovedì e venerdì prossimi per una serie di incontri istituzionali orientati al «disgelo». La visita, anticipata dal Corriere della Sera, prevede una prima tappa in Vaticano e successivamente a Roma.
In agenda, colloqui con il segretario di Stato vaticano Marco Parolin e con i ministri italiani degli Esteri e della Difesa, Antonio Tajani e Guido Crosetto. Un’agenda che conferma il tentativo di affiancare alla pressione politica e militare anche un canale diplomatico, in una fase particolarmente delicata dello scenario internazionale.

