Un possibile spiraglio diplomatico si apre tra Stati Uniti e Iran, ma resta fragile e carico di incognite. Sul tavolo c’è un’ipotesi di accordo: cessate il fuoco in cambio della riapertura dello Stretto di Hormuz, snodo cruciale per il traffico energetico globale.

A rivelarlo sono tre funzionari americani al sito Axios, precisando però che i contatti potrebbero essere avvenuti anche solo tramite mediatori e che, al momento, non c’è alcuna certezza su un’intesa. Donald Trump, intanto, starebbe valutando l’opzione confrontandosi con consiglieri e interlocutori esterni all’amministrazione.

A far salire la tensione è stato lo stesso presidente Usa, che ha sostenuto che Teheran avrebbe chiesto un cessate il fuoco. Una versione subito respinta dall’Iran, che continua a negare qualsiasi negoziato diretto con Washington.

Dietro le parole di Trump potrebbe esserci però un’apertura indiretta: il presidente iraniano Masoud Pezeshkian, in un colloquio con il presidente del Consiglio europeo António Costa, ha dichiarato che l’Iran è pronto a fermare il conflitto, ma solo a precise condizioni — stop agli attacchi americani e garanzie per evitare una nuova escalation.

Intanto, sul fronte diplomatico, Cina e Pakistan hanno già avanzato una proposta di pace sulla stessa linea.

Il clima resta però incandescente. Trump alterna aperture e minacce, arrivando a dichiarare che gli Stati Uniti continueranno a colpire l’Iran duramente fino a ottenere risultati. Parole che Teheran ha bollato come “false e infondate”.

Sul campo, lo scenario resta complesso: secondo molti analisti, non è il presidente iraniano a dettare realmente la linea, ma componenti più radicali del sistema di potere.

Mentre Israele e i Paesi del Golfo, Arabia Saudita in testa, spingono per proseguire l’offensiva, alla Casa Bianca si valutano possibili vie d’uscita. Trump continua a ripetere che la guerra potrebbe finire presto, senza però escludere un’escalation, compresa un’operazione di terra.

Il prossimo passaggio chiave sarà il discorso alla nazione annunciato dal presidente americano: un intervento che potrebbe chiarire se la strada è quella della de-escalation o di un ulteriore irrigidimento del conflitto.