Il presidente degli Stati Uniti rilancia l’idea di un grande monumento celebrativo nella capitale Usa. L’opera divide l’opinione pubblica: contestazioni dai veterani e dubbi su autorizzazioni e impatto urbanistico
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A Washington torna al centro del dibattito urbanistico e politico il progetto ribattezzato online “Arc de Trump”, una grande struttura celebrativa voluta dall’ex presidente degli Stati Uniti Donald Trump. L’iniziativa – per ora su carta – prevede la realizzazione di un imponente arco monumentale nella capitale federale, presentato come simbolo celebrativo per il futuro anniversario dei 250 anni degli Stati Uniti.
Secondo le prime informazioni e i render diffusi, l’opera dovrebbe raggiungere un’altezza di circa 76 metri e sorgere in un’area strategica nei pressi dell’Arlington Memorial Bridge, lungo il fiume Potomac, tra Washington e la Virginia. La posizione lo collocherebbe di fronte al Lincoln Memorial e in prossimità del cimitero nazionale di Arlington.
Proprio l’impatto visivo e urbanistico del progetto ha già acceso il dibattito. Un gruppo di veterani della guerra del Vietnam ha avviato azioni legali per bloccare l’opera, sostenendo che la struttura rischierebbe di alterare in modo significativo la prospettiva tra alcuni dei principali monumenti della capitale e di richiedere una specifica autorizzazione del Congresso prima di qualsiasi costruzione.
Il progetto richiama chiaramente lo stile dell’Arco di Trionfo di Parigi, elemento che ha alimentato sui social il soprannome “Arc de Trump”. L’opera, secondo le intenzioni, sarebbe sormontata da aquile e da una figura angelica dorata, con iscrizioni patriottiche come “One Nation Under God” e “Liberty and Justice for All”.
A occuparsi della progettazione sarebbe lo studio Harrison Design, con sede a Washington, che avrebbe elaborato una struttura pensata per inserirsi nel contesto simbolico della capitale americana, pur con proporzioni decisamente imponenti rispetto ai monumenti circostanti.
La realizzazione, tuttavia, non è affatto scontata. Oltre alle contestazioni legali, anche la Commissione per le Belle Arti degli Stati Uniti – organo federale con funzione consultiva sui progetti architettonici della capitale – potrebbe intervenire per valutare l’impatto estetico e urbanistico dell’opera.
Il progetto si inserisce così in un clima di forte polarizzazione politica e culturale, dove il confine tra celebrazione storica e auto-rappresentazione politica diventa sempre più sottile. Nei prossimi mesi sarà decisivo l’esito delle valutazioni istituzionali e dei ricorsi già annunciati, che potrebbero determinare il destino dell’ambizioso monumento.

