Un omaggio alle donne, spesso considerate scomode, che hanno lottato con coraggio aprendo la strada alle voci femminili del presente nella cultura e nella società. “La donna è mobile” è il titolo dello spettacolo musicale che Simona Molinari, cantautrice e interprete pop jazz fra le voci più raffinate della scena italiana, porterà in scena venerdì 10 aprile al Teatro Politeama di Catanzaro, alle ore 21, per l’ultimo appuntamento della stagione ideata dalla Sovrintendente Antonietta Santacroce.

Riconosciuta per la sua eleganza interpretativa e la capacità di attraversare generi e linguaggi diversi, Simona Molinari sarà affiancata da una band tutta al femminile - Sade Mangiaracina, pianoforte, tastiere, backing vocals; Chiara Lucchini, sax alto e soprano, flauto, backing vocals; Elisabetta Pasquale, basso elettrico, backing vocals; Francesca Remigi, batteria – per una produzione che indaga la figura femminile nella musica, celebrando le donne come voci, autrici e creatrici di storie.

Uno spettacolo pop, che raggiunge anche dei momenti d'intensità, ma è fondamentalmente ironico, divertente", ne parla così la cantante in attesa della prossima data in Calabria. "Stiamo ricevendo un ottimo riscontro, penso lo porterò in giro ancora per un po’. Sarà la prima volta al Politeama di Catanzaro, della Calabria e dei suoi luoghi mi colpisce il grande spessore umano che spesso nelle grandi città manca, perché si è meno propensi al pensiero, allo stare, al riflettere”.

Il repertorio scelto è ampio e variegato: si va dall'area del Rigoletto di Verdi a Lucio Dalla, passando da Mina, Billie Holiday e Billie Eilish.

Cosa significa oggi essere “donna mobile”? “E’ la donna che è in grado di scegliere e decidere anche quando quella decisione è scomoda o può non piacere, giocando sullo stesso campo degli uomini, non accettando scorciatoie o compromessi, andando avanti per la propria strada”, continua la cantante.
“L’emancipazione è una battaglia che si vince insieme, una presa di coscienza per tutti. Gli uomini come alleati delle donne, su cui fare affidamento, perché abbiamo bisogno di uomini veri che ci aiutino a perseguire la nostra parità di diritti e di visioni”.