Con Tiziana Ferrario, Carmine Abate, Mimmo Gangemi, Stefano Cappellini e l’appendice del Diaspéiro curata da Angela Bubba, tutto è pronto per la quarta edizione del Mesoraca in Festival presentato nel dettaglio in una conferenza stampa che ha chiarito il passo oltre che si sta compiendo con e per l’intero territorio. 

Lo ha chiarito subito il sindaco Annibale Parise, accogliendo tutti alla conferenza stampa di presentazione della quarta edizione del Mesoraca in Festival tenutasi al Santuario del SS. Ecce Homo proprio dove si terranno tutti gli eventi.
Il primo cittadino ha sottolineato come questa kermesse culturale sia stata già consegnata al territorio attraverso l'APS "Mesoraca in Festival" che sta promuovendo scienza, letteratura, linguistica, giornalismo, arte, associazionismo, cinema, teatro ed anche misticismo ed interiorità: «Le amministrazioni si alternano e sono di passaggio, questo lavoro compiuto dal professor Grano alla guida artistica, assieme a tanti concittadini ed associazioni, è un patrimonio che non deve trovare interruzioni» ha tenuto a sottolineare Parise seguito dalla sua assessore Eloisa Tesoriere.

Ma a colpire ulteriormente è stato il contributo convinto del Padre Guardiano del Santuario SS. Ecce Homo, Francesco Bramuglia, che ospita tra convento e Santuario del SS. ECCE Homo eventi, scrittori, artisti ed operatori culturali ed i cittadini di un territorio baciato da suggestività così profonde come questa che ospita i francescani, come lui, da decenni.

«Questo è uno spazio interiore dove, da sempre, Mesoraca ha sempre guardato, per ispirarsi; e spero che questi diventino sempre di più, momenti da vivere ma soprattutto da interiorizzare, come lo spazio del bosco che va vissuto, scoperto e preservato». Così il professore Francesco Grano, direttore artistico dell’intero evento, ha potuto sottolineare come la cifra dei tanti linguaggi e temi proposti sia magistralmente esposta anche, se non soprattutto, nella sessione "Diaspéiro" che è un vero e proprio invito a riflettere sul partire e sul restare, sul recupero delle radici e sulla trasformazione che deriva dall’aprirsi al nuovo.

Un viaggio, che come descritto direttamente dalla sua curatrice, la giornalista e scrittrice Angela Bubba collegata in remoto, è tracciato su di un itinerario di parole e visioni che attraversa incroci, dislocazioni, contaminazioni e che porta a riappropriarsi dei luoghi – geografici e interiori – che abitiamo o che ci abitano.

E saltando dunque oltre la programmazione che avrà il suo primo clou dal 3 al 13 di settembre, ripartirà dunque dal successivo 23 settembre con Gëzim Hajdari, poeta tra i più grandi viventi, di origine albanese, tradotto e studiato in tutto il mondo, acclamato dalla critica internazionale, vincitore di numerosi premi in Italia e all’estero e candidato al Premio Nobel per la Letteratura. Poi sarà seguito dall’appuntamento del 1 ottobre con Mario Desiati, scrittore e giornalista italiano, Premio Strega 2022 con il romanzo Spatriati (Einaudi), tra le voci più autentiche e incisive della narrativa contemporanea, capace di raccontare con intensità la ricerca di identità e appartenenza; e terminerà l’11 ottobre con Carmen Verde, una delle scrittrici italiane più talentuose della nuova generazione, tradotta anche all’estero e finalista al Premio Strega 2023 con il romanzo Una minima infelicità (Neri Pozza), che indaga con profondità e delicatezza le ombre e le luci dell’esperienza umana.

«Il dialogo tra Mesoraca in Festival e Diaspeiro è un ponte che unisce radici e migrazioni, un’occasione per raccontare le storie di chi parte e di chi resta, in un intreccio di identità che arricchisce il Sud e l’Europa» ha tenuto a precisare la scrittrice nel presentare la sessione di approfondimento.

Ma sono e saranno tante le grandi novità ed incontri imperdibili all’interno del suggestivo Santuario del SS. Ecce Homo di Mesoraca da mercoledì prossimo 3 settembre e che prevedono anche una serie di reading letterari, la partecipazione di case editrici calabresi ed iniziative frutto di collaborazioni con importanti associazioni regionali ed istituti scolastici.

Così con la pertinente e sempre entusiasta dovizia di particolari Francesco Grano, direttore artistico del Festival, si è dunque accinto a presentare gli appuntamenti specifici che devono essere necessariamente inseriti in quelli che lui ha definito come: «Un laboratorio di idee e linguaggi, capace di coniugare tradizione e innovazione. Una festa della parola e delle arti che parla alla gente e nasce dalla gente. Questa edizione sarà dedicata ai bambini di Gaza».

Tra i protagonisti di questa edizione spiccano:

Tiziana Ferrario, con la presentazione di “Cenere”, che si interfaccerà con Franco Laratta;

Stefano Cappellini, nel dialogo “Il mestiere di Capire. Il giornalismo oggi” curato da Giuseppe Iannaccone;

Aldo Maria Morace con il dibattito “Alvaro. Voce dal Sud” a cura di Giusy Staropoli Calafati;

Giuseppe Lupo, con il testo “Storia d’amore e macchine da scrivere” che dialogherà con Chiara Marasco;

Mimmo Gangemi, con “A me la gloria”, che converserà con Procolo Guida;

• Carmine Abate, in un dialogo con l’autore a cura sempre di Procolo Guida;

Massimo Liritano, autore del saggio “Fragilità di un dio”, che discuterà con Vera Bianco;

Chiara Marasco, con il saggio “Io di teatro non m’intendo. Simulazioni e dissimulazioni nel teatro di Italo Svevo”, in un dialogo con Pierpaolo Arabia;

Giusy Staropoli Calafati, con la presentazione del romanzo “Alvaro. Più di una vita”, che converserà con Don Francesco Spadola;

Vincenzo Montalcini, che presenterà accanto ad Eloisa Tesoriere i testi “Quale umanità” e “L’anello di Chiara”;

Debora Calomino, col testo “Visioni turistiche”, che dibatterà con Emanuela Covelli;

Bakhita Ranieri, che presenterà, dialogando con Simona Giglio, il romanzo “Un’inguaribile cervellotica”;

Salvatore Franco, con il testo “Padrone e sotto”, che colloquierà con Raffaella Elia;

Guendalina Middei, con il suo lavoro “Sopravvivere al lunedì mattina con Lolita”, e Bruno Palermo, con il testo “Al posto sbagliato”, in due appuntamenti off tra i mesi di novembre e dicembre.