La vittoria di Biagio Faragalli alle elezioni provinciali evidenzia la crisi dei progressisti: la coalizione non capitalizza il controllo di grandi centri come il capoluogo, Rende e Corigliano-Rossano
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Il verdetto delle urne di Palazzo Arnone della giornata di ieri, che ha visto eletto presidente della provincia di Cosenza il sindaco di Montalto Uffugo Biagio Faragalli è una sentenza senza appello: il centrosinistra calabrese, così com'è strutturato oggi, è politicamente incapace di intercettare il consenso, persino in una elezione di secondo livello in una provincia dove i grandi centri sono governati dal centrosinistra.
Il centrosinistra, infatti, controlla i comuni di Cosenza, Rende e Corigliano-Rossano, i centri più popolosi e influenti dell'area. Eppure, il candidato espressione di questa forza, il sindaco Franz Caruso, è stato superato.
Analizzando i dati, viene subito da porsi un interrogativo: com'è possibile che una provincia con un numero maggiore di amministratori di centrosinistra elegge con un netto vantaggio un presidente di centrodestra?
Il centrodestra, nonostante varie fibrillazioni interne, riesce a compattarsi sotto l'egida di un modello che in Calabria sembra ormai egemone.
I partiti del centrosinistra, invece, non riescono a mettere fine alle loro fibrillazioni interne, ma il problema più grave della coalizione sta nella sua leadership, che appare logora.
Infatti quest'ultima si è arroccata su una retorica di resistenza che non scalda i cuori e, soprattutto, non convince gli amministratori. Manca un progetto per la Calabria che vada oltre la mera opposizione.
Quello che mi preoccupa è che i vertici regionali dei partiti siano più impegnati a gestire le proprie correnti interne che a costruire un'alternativa di governo credibile.
Infatti questa “grave” sconfitta segue a pochi mesi di distanza la batosta delle regionali di ottobre 2025, dove il campo largo guidato da Pasquale Tridico si è infranto contro la riconferma di Roberto Occhiuto. Due segnali chiari in meno di 6 mesi.
Nei prossimi mesi ci saranno i difficili appuntamenti delle amministrative di Crotone e Reggio Calabria, dove la coalizione dovrebbe dimostrare un pizzico di maturità in più.
Se il centrosinistra non avrà il coraggio di avviare una fase costituente immediata, le prossime sfide elettorali saranno solo una triste replica di quanto visto ieri a Cosenza. Il tempo dei rinvii è scaduto: o si cambia tutto, o si accetta l'irrilevanza.



