Quando si affronta il tema delle liste d’attesa nella sanità calabrese, il rischio è sempre quello di fermarsi agli annunci o alle risorse stanziate. I numeri, però, raccontano una storia diversa. Per capire realmente quali strategie siano state messe in campo occorre entrare nei documenti, leggere le delibere, analizzare i piani aziendali e verificare come le risorse assegnate dalla Regione siano state programmate dalle singole aziende sanitarie.

È proprio da questa analisi che emerge un dato interessante.

Con il DCA n. 350 del 18 dicembre 2025 la Regione Calabria ha destinato oltre 40 milioni di euro al recupero delle liste d’attesa, ripartendo le risorse tra ASP e Aziende ospedaliere. All’ASP di Cosenza sono stati assegnati 8,64 milioni di euro, all’ASP di Vibo Valentia 7,59 milioni, a Crotone 6,07 milioni, a Catanzaro 5,30 milioni e a Reggio Calabria 4,49 milioni.

Si tratta di una delle più consistenti operazioni economiche messe in campo negli ultimi anni per cercare di ridurre i tempi di accesso a visite specialistiche, esami diagnostici e interventi chirurgici.

La vera differenza, tuttavia, non è rappresentata soltanto dall’entità delle risorse disponibili, ma dal modo in cui queste vengono programmate e utilizzate.

Dalla documentazione pubblicamente consultabile emerge infatti che l’ASP di Cosenza risulta essere l’azienda sanitaria che ha reso maggiormente trasparente e dettagliata la destinazione delle somme assegnate per il recupero delle liste d’attesa.

Nel Piano Aziendale di Governo delle Liste d’Attesa 2026-2027, approvato dall’Azienda Sanitaria Provinciale di Cosenza, è presente una precisa articolazione delle risorse disponibili. Il documento prevede il finanziamento della specialistica ambulatoriale pubblica, dell’attività chirurgica pubblica, del potenziamento del sistema CUP e, soprattutto, individua in modo esplicito una quota destinata alle prestazioni erogate dal privato accreditato.

Secondo il piano, il 20 per cento delle risorse viene destinato alla specialistica privata accreditata e il 10 per cento alla chirurgia privata accreditata. Complessivamente circa il 30 per cento degli 8,64 milioni assegnati all’ASP di Cosenza viene programmato come supporto all’offerta pubblica attraverso il sistema delle strutture convenzionate.

Un elemento che merita attenzione perché, dall’analisi degli atti istituzionali disponibili, non emerge con la stessa chiarezza documentale una ripartizione economica analoga nelle altre ASP calabresi.

Questo non significa che le altre aziende non possano utilizzare o non utilizzino il privato accreditato. Significa semplicemente che, allo stato delle pubblicazioni consultate, l’ASP di Cosenza è quella che rende immediatamente verificabile la programmazione delle risorse e la relativa destinazione.

La strategia adottata dall’azienda cosentina, peraltro, non si limita al coinvolgimento del privato accreditato.

Il piano predisposto dalla struttura commissariale guidata dal manager sanitario Vitaliano De Salazar prevede infatti un intervento articolato che comprende l’incremento delle prestazioni aggiuntive del personale interno, l’estensione degli orari di attività degli ambulatori, l’apertura di servizi nelle fasce serali e nei fine settimana, la digitalizzazione completa delle agende, il monitoraggio costante dei tempi di attesa e una gestione più efficiente delle prenotazioni.

In altre parole, il ricorso alle strutture convenzionate rappresenta soltanto uno degli strumenti previsti all’interno di una strategia molto più ampia che punta ad aumentare la capacità produttiva complessiva del sistema sanitario provinciale.

Naturalmente saranno i risultati dei prossimi mesi a stabilire l’efficacia concreta delle misure adottate. Tuttavia un dato appare già evidente: mentre il dibattito continua a concentrarsi sugli annunci, l’ASP di Cosenza ha scelto di mettere nero su bianco una programmazione dettagliata, misurabile e verificabile.

Ed è probabilmente questo l’aspetto più significativo. Perché nella sanità pubblica la differenza non la fanno le dichiarazioni d’intenti, ma la capacità di trasformare le risorse disponibili in prestazioni effettivamente erogate ai cittadini.

La sfida delle liste d’attesa si gioca esattamente su questo terreno. E, almeno sulla base degli atti pubblicati, l’ASP di Cosenza sembra aver scelto di affrontarla utilizzando tutte le leve disponibili, pubbliche e convenzionate, sotto una regia unica e con obiettivi chiaramente definiti.