Nel corso della puntata condotta da Antonella Grippo, si è discusso anche del conflitto in Medio Oriente con Andrea Nicastro, inviato a Gerusalemme del Corriere della Sera: «È una guerra che ha perso la patina di giustificazione morale e punta soltanto a indebolire l'asse che punta soprattutto alla Cina»
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Nel corso della trasmissione Il cielo in una panza, il dibattito pubblico sul referendum confermativo della riforma costituzionale dell’ordinamento giudiziario si è intrecciato con temi di grande attualità politica e internazionale. La puntata di Perfidia, come di consueto abilmente condotta da Antonella Grippo, ha riunito voci autorevoli provenienti dal mondo della magistratura, della politica, del giornalismo e dell’avvocatura, offrendo un confronto ricco e articolato.
La notizia più eclatante della trasmissione è stata quella regalataci da Gherardo Colombo, ex magistrato, figura storica delle inchieste di Mani Pulite.
Antonella introduce il tema ricordando una dichiarazione recente: «Recentemente Antonio Di Pietro, citandola, ha dichiarato che le vostre inchieste di Mani Pulite e l'inchiesta Madre "mafia e appalti" non furono fermate dalla politica, bensì dalla magistratura».
Colombo replica con una presa di posizione netta: «Non so come faccia a dirlo Di Pietro».
L’ex magistrato sfodera la prova e legge testualmente ciò che proclamò Di Pietro a seguito del decreto Biondi del 1994. Antonio Di Pietro sottoscrisse esternazioni precise contro il decreto Biondi, sostanzialmente aveva come timore che le inchieste potessero essere fermate non dalla magistratura bensì dalla politica. Il contrario di ciò che afferma oggi.
Segue il virgolettato delle dichiarazioni di Antonio Di Pietro riferite al Decreto Biondi:
«Fino ad oggi abbiamo pensato che il nostro lavoro potesse servire a ridurre l'illegalità nella società, per questo abbiamo lavorato intensamente per servire fino in fondo il paese convinti che la necessità di far osservare la legge nei confronti di tutti possa generalmente condividere. L'odierno decreto legge a nostro giudizio non consente più di affrontare efficacemente i diritti su cui abbiamo finora investigato. Le persone raggiunte da schiaccianti prove non potranno essere associate al carcere pure per evitare che continuino a delinquere».
A questo punto Antonella chiede direttamente a Colombo: «Lei perché vota No?».
Colombo risponde con chiarezza: «Questa riforma limita in un modo molto grave l'indipendenza e l'autonomia della magistratura».
La trasmissione prosegue ribadendo il proprio spirito di approfondimento: Il cielo in una panza. Gravida di significati. La materia del contendere sul Referendum confermativo della riforma costituzionale dell'ordinamento giudiziario, per quanto all'inizio pareva una materia solo per tecnici.
In studio si apre quindi il confronto con numerosi ospiti: Riccardo Tucci, deputato del Movimento 5 Stelle; Emilio Greco, avvocato; Simona Loizzo, esponente della Lega; Andrea Nicastro, inviato a Gerusalemme del Corriere della Sera.
Il dibattito si allarga anche allo scenario internazionale, con il tema della guerra al centro della discussione.
Antonella domanda a Nicastro: «È una guerra ruvida e con intenti dichiarati?»
Nicastro risponde delineando il quadro geopolitico: «è una guerra che ha perso la patina di giustificazione morale e punta soltanto a indebolire l'asse che punta soprattutto alla Cina».
I bombardamenti proseguono senza sosta, ma continua la capacità iraniana di perforare le difese israeliane.
Antonella insiste sulla specificità del conflitto: «Questa guerra in che senso può dirsi originale che non sia sovrapponibile a quelle precedenti».
Nicastro spiega: «È una guerra che vede contrapposti due eserciti potentissimi».
E aggiunge un elemento tecnico: «È possibile che i missili iraniani sia più precisi rispetto alla guerra dei 12 giorni perché invece del GPS usano i sistemi di guida cinesi».
Il confronto torna, quindi, sul referendum.
Emilio Greco interviene con toni molto critici: «il referendum è una manfrina. Il governo attuale lo aveva nel programma elettorale».
Antonella incalza allora l’esponente della Lega: «ma com'è che la lega si sta impegnando poco?».
Simona Loizzo risponde con decisione: «noi ci stiamo impegnando tantissimo. Non siamo per niente tiepidi». Secondo la Loizzo non si tratta però di una manfrina.
Greco torna sul piano politico: «la Meloni ha il suo elettorato che è ancora molto forte. Quando la Meloni dice che la sinistra ha usato la magistratura per andare al potere non dice affatto una fesseria. Alla fine degli '90 D'Alema e gli altri volevano la separazione delle carriere».
Nel corso della trasmissione interviene anche Luca Palamara.
Palamara afferma: «in attesa del 22 e 23 marzo non regge più una versione ipocrita di quanto è accaduto all'interno della magistratura».
Il riferimento è ai patteggiamenti all'interno dei Csm.
In collegamento arriva anche Pasquale Tridico, l’onorevole Tridico.
Antonella osserva che se il no è arrivato ad aumentare nei sondaggi è grazie a Gratteri mentre Schlein e Conte stanno sullo sfondo.
Tridico commenta: «Gratteri è un protagonista in questo Referendum. È una battaglia costituzionale dunque è importante che i magistrati se ne occupino».
Il confronto si accende ulteriormente con l’intervento di Emilio Greco: «chi appoggia il no appoggia ciò che ha fatto Dino Grandi nel 1941, dai Fascisti».
Riccardo Tucci replica con fermezza: «nessuno dei nostri esponenti dei 5 stelle ha mai utilizzato la parola fascista in questa campagna elettorale».
Infine interviene Simona Loizzo, che invita a ridimensionare alcune personalizzazioni del dibattito: «l'estremizzazione della figura di Gratteri per la guida del no. Gratteri è un magistrato che va rispettato, ma come lui ci sono decine di magistrati di punta che vanno rispettati».
Ne emerge una puntata intensa, ricca di posizioni differenti ma accomunate da un confronto diretto e spesso molto franco. La presenza di figure come Gherardo Colombo, Luca Palamara, Pasquale Tridico, Andrea Nicastro, Riccardo Tucci, Emilio Greco e Simona Loizzo ha contribuito a rendere la discussione articolata e di alto livello, offrendo al pubblico prospettive diverse su una questione istituzionale complessa e decisiva.
Grande merito va alla conduzione di Antonella Grippo, che con preparazione, lucidità e notevole capacità organizzativa ha costruito una trasmissione capace di affrontare temi difficili — dalla riforma della giustizia agli equilibri geopolitici internazionali — mantenendo sempre il filo del ragionamento e la qualità del confronto.
Il risultato è una puntata che dimostra quanto lavoro e quanta intelligenza editoriale siano necessari per dare vita a una trasmissione davvero significativa: un programma capace di riunire ospiti di grande qualità e di trasformare il dibattito pubblico in un momento di autentico approfondimento civile e culturale.



