Domenico “Mimmo” Romeo è tornato. A partire da questa mattina, il già sindaco di Taurianova, cittadina della Piana di Gioia Tauro, quinta più popolosa della provincia di Reggio Calabria, si è messo a lavoro per organizzare il da farsi. Prima la proclamazione – per la terza volta - a nuovo primo cittadino, poi uno sguardo d’insieme per capire quali saranno i prossimi step da seguire e quali tasti andranno toccati. Dopo la vittoria di ieri, arrivata dopo un’entusiasmante testa a testa col sindaco uscente Roy Biasi, staccato per soli 95 voti, prevalgono soddisfazione e voglia di cambiamento. E nonostante gli impegni, ai nostri microfoni Romeo ha concesso alcuni spunti interessanti, dopo le dichiarazioni “a caldo” nell’immediato post-elezioni: dal suo piano per il rilancio di Taurianova, al dispiacere per le accuse ricevute in questi mesi, fino alle critiche all’atteggiamento degli avversari politici e il rapporto con gli esponenti di Forza Italia e la Regione Calabria.

Sindaco, bentornato. Ieri ci sono stati dei festeggiamenti intensi nel cuore di Taurianova, a Piazza Italia, è contento? Quali saranno i prossimi passi da neo eletto?
«Assolutamente sì, c'è stata una grande manifestazione di affetto, un grande attestato di stima nei miei confronti e altri segnali molto importanti e che contano nella vita. Per questo cercherò di non tradire tutto questo. Farò un comizio di ringraziamento sia a Taurianova, che nelle frazioni di San Martino e Amato, perché tutti i cittadini lo meritano. Già stamattina c’è stata la programmazione e da domani sarò operativo: inizierò facendo una ricognizione di quella che è la situazione dell'ente e poi cominciando a lavorare per a mantenere fede ai contenuti del nostro programma elettorale».

Si trova alla guida della città per la terza volta: come l’ha trovata dopo tanti anni? Su quali aspetti interverrete?
«Innanzitutto ho riscontrato che le frazioni e le contrade sono state abbandonate da diverso tempo. C'è stata una concentrazione di idee e impegno solamente su quello che riguarda il centro città. Tuttavia, io ritengo che Taurianova non sia soltanto quella che dal Duomo arriva a Piazza Italia, ma anche le periferie e molto altro. Quindi inizieremo proprio da lì, per dare un segnale di presenza istituzionale dell'ente».

Nel corso di questi mesi di campagna elettorale è stato appoggiato da nomi di spicco della politica calabrese, come il consigliere regionale Giannetta (Forza Italia) e il vicepresidente regionale Crinò. Da questo punto di vista, quale sarà il suo rapporto con la Giunta?
«I rapporti personali con i due consiglieri regionali rimarranno ottimi: saranno loro il mio punto di riferimento politico alla Regione. Ma non solo loro, in qualità di sindaco chiederò incontri ai vari assessorati ed essendoci una Giunta centrodestra non penso di avere difficoltà nel portare avanti le istanze della città».

Ha parlato di centrodestra. Come giudica la scelta di Forza Italia di sostenere anche a livello di simbolo la lista del suo “avversario” Roy Biasi?
«Forza Italia ha scelto di riconoscersi con i suoi simboli in una determinata componente, ma questo per me non è sostanzialmente un problema, in quanto in questi mesi anche io sono andato a colloquiare con diversi elementi del partito “azzurro”. Se c’è una problematica, vedremo di risolverla all'interno del partito stesso: penso che le condizioni ci siano tutte. Tuttavia, a livello locale, con gli attuali esponenti di FI, non ci sarà nessuna apertura, perché abbiamo due concetti di potere politico completamente diversi. Ripeto, se però mi dovessi relazionare con esponenti di Forza Italia a livello regionale o di Città metropolitana, penso che non avrò alcun problema».

Parlando di Città metropolitana e Forza Italia, che ne pensa dell’elezione di Francesco Cannizzaro a sindaco di Reggio Calabria? È l’uomo giusto?
«Credo che sarà un ottimo riferimento per tutta la provincia di Reggio Calabria e non soltanto per le amministrazioni di centrodestra. Ritengo infatti che abbia l'esperienza, le qualità e allo stesso tempo quella autorevolezza politica necessaria per mandare un segnale forte a tutta la provincia».

Torniamo a Taurianova. Che sfida è stata quella di questi mesi con i suoi avversari politici e in particolare con Roy Biasi, anche lui legato al centrodestra?
«Personalmente contesto quel modo di fare politica e di portare avanti una campagna elettorale improntata sul denigrare l'avversario. Queste sono cose che non mi appartengono: io lavorerò per la città di Taurianova e non mi permetterò mai di offendere l'avversario sul piano personale, né tantomeno di offendere la storia di ciascuno di noi. Diciamo che le dichiarazioni che Biasi ha fatto in maniera consapevole e cosciente rendono la politica uno spettacolo: sono cose che non si fanno, perché la politica è una cosa seria. La gente conosce tutti noi, conosce la nostra storia, conosce come è stata amministrata Taurianova e il risultato elettorale, anche se ha determinato una mia vittoria di poche preferenze, lo dimostra. Tenendo conto che è da 13 anni che non sono in politica, la lista di Biasi veniva sostanzialmente indicata come possibile vincente, perché composta da persone con una base elettorale abbastanza forte. Tuttavia, sono riuscito a vincere questa tornata con volti nuovi e che in alcuni casi si affacciano alla politica per la prima volta. Quindi, il segnale che lui ha lasciato non è stato poi così tanto positivo».

Tra le accuse che le hanno rivolto c’è stata quella di essersi sottratto al confronto con gli altri candidati…
«Le spiego. Innanzitutto avevo notato un modo di fare giornalismo e di raccontare i fatti poco serio e con poca coerenza: a quel punto mi sono completamente allontanato. Poi, non ho intenzione di confrontarmi con avversari che offendono sul piano personale: io mi confronto sempre con la città, con i cittadini e con i problemi che Taurianova ha. Problemi che sono stati nascosti per tanto tempo sotto il tappeto, sui quali è stato gettato fumo negli occhi, ma il fumo prima o poi va via e resta la realtà così com'è. Una realtà in cui negli ultimi tempi non credo si sia lavorato bene».

Altro punto contestato in questi mesi. Entrambi i suoi precedenti mandati si sono conclusi in anticipo per motivi differenti: perché darle nuovamente fiducia?
«Durante la campagna elettorale ho già espresso con chiarezza alcuni concetti relativamente al primo e al secondo scioglimento (nel 2009 e nel 2013 ndr). Quindi i miei avversari conoscono i contenuti che hanno determinato lo scioglimenti. Per quanto riguarda la mia persona, poi, parlano le sentenze (assoluzione definitiva nel 2023 ndr).

Ripeto, questo modo di fare politica in maniera denigratoria, ritraendo una realtà non vera, non mi appartiene. Le cose vanno dette con chiarezza e con dati di fatto, non cercando di buttare fango addosso agli altri con la sola intenzione di accaparrarsi qualche voto in più. La città di Taurianova, e mi riferisco a tutta la città, ha espresso una volontà popolare, volontà popolare che mi ha proclamato per la terza volta sindaco. Quindi non bisogna denigrare la città solo perché ha vinto ha vinto Mimmo Romeo, ma Taurianova conosce bene i fatti, la storia e le vicende accadute al suo interno».

In chiusura, vuole mandare un messaggio finale agli elettori taurianovesi e in particolare a chi l'ha scelta? Hanno fatto bene?

«L’unico messaggio che voglio mandare è questo: mi impegnerò per tutta la collettività costantemente dal primo giorno di insediamento: già stamattina mi sono messo al lavoro. Lo farò per altri 5 anni e non ci saranno cittadini di serie A o di serie B. Infine, non tradirò mai la fiducia che mi è stata data per la terza volta, un dato incontrovertibile che i miei avversari politici devono incassare, purtroppo per loro».